Recalcati: “Mancate le alternative al tiro da tre”

Il coach rilegge la partita e spiega: "Giusto appoggiare Diawara all'inizio ma non siamo riusciti a trovare altri modi di fare canestro. Gallinari? Avrei preferito non vederlo..."

Non può essere felice, ma non fa neppure drammi coach Carlo Recalcati dopo il ko di Milano. Il tecnico della Cimberio legge con lucidità il match: «Una partita in cui noi abbiamo giocato il primo tempo grazie alle ottime percentuali nel tiro da tre. Un’arma che non dura per sempre e infatti in seguito non siamo riusciti a trovare le giuste alternative mentre Milano è stata brava a sfruttare le proprie potenzialità in campo aperto. Nel terzo quarto poi siamo scivolati a -20 e a quel punto è difficile rientrare anche se ci abbiamo provato tornando per un attimo sotto la doppia cifra di svantaggio».
Recalcati però stoppa – pure platealmente – qualsiasi processo: «Tornare sul mercato per prendere un lungo? Io ho qui un po’ di soldi (mostra il portafoglio aperto ndr) ma direi che non bastano. Che Milano sia più pesante di noi lo sapevamo, ma è altrettanto vero che non giochiamo sempre contro di loro. Abbiamo utilizzato tutte le armi a nostra disposizione, compreso Diawara da “piccolo” per pareggiare la loro stazza, mi dispiace se qualcuno è deluso dal risultato».
Il coach è soddisfatto invece dell’atteggiamento iniziale: «In partite del genere forse l’approccio è più facile: noi avevamo poco da perdere, loro tutto. E infatti siamo scesi in campo senza paura e abbiamo fatto bene ad assecondare la strepitosa serata balistica di “Kuba”. Poi, ripeto, è diventato più difficile servirlo per via di una difesa più attenta e non siamo riusciti a dare maggiore equilibrio al nostro gioco».
Sui singoli, Charlie se la cava con due battute: «Come ho visto il Gallo? Avrei preferito non vederlo del tutto, visto il mazzo che ci ha fatto. Per quanto riguarda Hurtt, avevo chiesto a Nicholas di dargli una lezione ma io intendevo che lo facesse… a parole. Invece gli ha dato una dimostrazione pratica di come si gioca in Europa: pazienza, a Justin farà senz’altro bene».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 ottobre 2011
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