Renzo Bossi: chi non è d’accordo con papà se ne vada

Un altro caso a Varese, i Giovani Padani sono stati sfrattati dalla loro stanza dove avevano 15 anni di militanza in manifesti appesi ai muri. Cambiate le serrature. Canton: "Stiamo tinteggiando"

 Lega ad alta tensione. Dopo la pubblicazione dei filmati del congresso di Varese arriva una presa di posizione di Renzo Bossi – consigliere regionale della Lega Nord ma soprattutto figlio del fondatore del Carroccio – che attacca duramente chi contesta la linea del segretario federale chiudendo ogni ipotesi di discussione. «Se qualcuno non è più d’accordo con il progetto della Lega e con il segretario federale Umberto Bossi, ci sono mille altri partiti e movimenti da poter costituire». Renzo Bossi lo ha dichiarato ai giornalisti, a margine del consiglio regionale lombardo. Le domande erano centrate sul video che ha svelato le contestazioni al congresso provinciale della Lega Nord di Varese. Sulle presunte liste di epurandi ha risposto ancora così: «Chi non è d’accordo entri in altri partiti».

Quei video, tuttavia, hanno dimostrato che il dissenso rispetto alla scelta di Maurilio Canton non è stato inventato dai giornalisti – come sostengono molti dirigenti – ma era reale, non costruito ad arte, bensì emerso in maniera netta durante la discussione. Ora il Caroccio è davvero nell’occhio del ciclone. Ufficialmente la linea è quella di negare il dissenso, oppure come fa Renzo Bossi di marginalizzarlo facendolo passare per l’anticamera dell’espulsione. Ma alcuni dirigenti sottolineano che la questione non è così semplice. Al congresso di Varese non c’erano delegati di primo pelo, bensì una selezione scelta dalle sezioni del territorio di militanti e amministratori locale, una vera classe dirigente locale che non ha accettato l’imposizione di Bossi e che ritiene che il capo sia stato “esposto”; e che gli sia stata raccontata una verità diversa dai fatti, per suggerirgli quella scelta.

La partita è ormai uscita da Varese e investe l’intero movimento. In provincia si discute invece di un’altra questione, un piccolo focolaio destinato ad alimentare le guerra interna: la cacciata dalla sede provinciale dei giovani dell’Mgp. In via Magenta il nuovo segretario ha fatto cambiare tutte le serrature. I ragazzi avevano una stanza con tutti i manifesti di 15 anni di militanza, ma una volta insediata la nuova segreteria di Canton hanno trovato la stanza ripulita e i manifesti spariti. «Difficile pensare che non si siano accorti dell’importanza simbolica di quei manifesti – dice un giovane padano- ma non sappiamo ancora con certezza come mai la nostra stanza sia stata ripulita». I giovani osservano che il loro segretario provinciale, Andrea Tomasini (a sua volta delegato nel direttivo provinciale), ha inviato una lettera al neo segretario chiedendo spiegazioni. L’unica cosa certa è che il precedente segretario Stefano Candiani aveva concesso tutti gli spazi ai ragazzi. Maurilio Canton tuttavia afferma i che sono semplicemente in corso lavori di tinteggiatura e pulizia in sede: "Stiamo semplicemente pulendo tutto, abbiamo qui anche gli elettricisti, non sapevo chi aveva le chiavi e così ho fatto cambiare le serrature". 

Su facebook è attivo un gruppo che si chiama “Stefano Candiani è il mio segretario”. Ha 35 membri, tutti in maggioranza militanti leghisti, ed evidentemente sono estimatori dell’ex segretario. Al congresso Umberto Bossi lo aveva molto criticato, ma non tutti sono d’accordo con lui. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2011
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