“Scioperiamo perchè vogliamo studiare”

Studenti in cortile al Manzoni per protestare contro un orario che li penalizza e fa saltare tutte le coindcidenze. Chiedono a docenti e preside di sostenerli in questa battaglia

Mattinata di sciopero per gli studenti del liceo Manzoni. Sia i ragazzi dello "psicopedagogico" sia quelli del linguistico si sono dati appuntamento sul piazzale di via Morselli a Varese per protestare contro l’orario penalizzante che li costringe a una vita impossibile: « Con questo nuovo orario arrivo a casa alle 18 – spiega Federica , al quinto anno, residente a Ferrera – dovrei stare in giro tutto il giorno in attesa del mio pullman. Ma dove vado? E chi mi paga il pasto?».

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I disagi e le voci di protesta erano iniziati  a settembre: una recente circolare ministeriale, infatti, impone il modulo orario di 60 minuti. Niente più sconti, niente recuperi durante l’anno. Così, ogni giorno, i ragazzi devono stare in classe sei ore, dalle 8 alle 14. La novità, però, non è coincisa con una modifica degli orari dei mezzi pubblici che, anche quest’anno, partono ad orari variabili tra le 13.30 e le 14.00. Per alcuni, dopo molte pressioni, è arrivato il permesso di uscita anticipata: quei dieci minuti necessari a correre a perdifiato per prendere il bus al volo. Per altri, però, il permesso vorrebbe dire disertare gli ultimi 45 minuti di lezione, un lasso di tempo improponibile per uno studente del liceo, per di più se dell’ultimo anno. 

« Siamo arrabbiati innanzitutto con i docenti che non hanno voluto modificare l’organizzazione oraria – spiega Filippo – A maggio avevamo fatto un sondaggio tra noi studenti: ci siamo espressi per una formula oraria settimanale con rientro due pomeriggi  e l’uscita alle tredici gli altri giorni. Quella nostra voce non è stata minimamente presa in considerazione. Il collegio docenti ha deciso l’orario in base alle sue esigenze. Ma noi chi siamo? Cosa rappresentiamo per questa scuola?».

Il clima non è incandescente, i ragazzi sanno che i paletti del nuovo orario sono insormontabili, chiedono, però, maggiore flessibilità e una posizione più decisa del preside nei confronti della Provincia che gestisce i trasporti: « Non siamo noi che dobbiamo andare a protestare fuori da Villa Recalcati. Abbiamo dei rappresentanti e a questi ci appelliamo».

Fuori dalla scuola, ragazzi e ragazze con i volti dipinti attendono la convocazione del dirigente Ballarini.  Gli studenti compatti presidiano il Manzoni: nessuno si allontana perchè questa è una protesta per la scuola e non contro la scuola. Vogliono risposte sugli orari ma anche sul perchè gli studenti della sperimentazione musicale sono stati penalizzati con l’istituzione del liceo: « Dobbiamo fare lezione dopo gli studenti del musicale che si sono presi anche tutti i nostri docenti. Ci sentiamo doppiamente penalizzati…».
E, intanto, si ascoltano altre storie di disagio: come quella di Eleonora, quinto anno del linguistico, che arriva alla sua casa di Corgeno alle 19.30: « Il pullman per il mio paese parte alle 13.30 e alle 18.40. Per ora mi fermo in biblioteca a studiare e mi porto i panini da casa… Spero che vada tutto bene».

La convocazione, alla fine, arriva anche se il confronto con il preside Ballarini non riesce a convincere: « Il dirigente si trincera dietro le delibere e le circolari – commenta Filippo – Abbiamo bisogno di sostegno per far valere i nostri diritti. Noi vogliamo studiare».
« Oggi hanno scioperato circa 500 dei 1200 studenti del nostro liceo – commenta Giovanni Ballarini, preside del Manzoni – Collegio docenti e consiglio di istituto sono pronti a riaprire il discorso ma dobbiamo sapere qual è la loro proposta. E oggi i ragazzi non sono sttai in grado di proporre alcuna alternativa».
Domani, martedì 18 ottobre, gli studenti del triennio si ritroveranno nuovamente allo psicopedagogico per discuitere delle alternative possibili da sottoporre al Consiglio di Istituto: « Noi riuniremo il consiglio appena possibile – assicura il presidente Leandro Ungaro – Assicuro attenzione a tutti i casi e una soluzione codivisa»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2011
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