Sei licenziamenti: stato di agitazione alla Fondazione Menotti

Rottura delle trattative sindacali alla Fondazione che occupa 120 dipendenti. La residenza, in difficoltà economiche, ha presentato un piano di salvataggio

Trattative sindacali interrotte. Si va al muro contro muro alla Fondazione Cav. Francesco Menotti di Cadegliano Viconago dove è in corso una procedura di mobilità per tentare di salvare la struttura che ospita 169 anziani, alcuni con patologie psichiatriche.
La situazione economica della fondazione, unita alla necessità di effettuare opere edilizie di adeguamento per mantenere l’accreditamento da parte dell’Asl, ha indotto l’amministrazione ad avviare una procedura di licenziamento per sei persone e di modifica, in peggio, delle condizioni contrattuali per altri 20 dipendenti.


I sindacati Fp Cgil-Cisl Fp – Fisascat Cisl – Cisal Varese, in una nota, criticano la direzione amministrativa degli ultimi anni che ha portato «…a un gravissimo dissesto economico finanziario. Un tracollo causato da una gestione ultradecennale caratterizzata da scelte scellerate in materia di investimenti e dalla vendita di parte del lascito della Famiglia Menotti».
« A fronte di questa evidente incapacità gestionale – spiegano –  ci siamo trovati ad affrontare una proposta di piano di ristrutturazione per arrivare al pareggio di bilancio nel 2019 attraverso il solo sacrificio dei dipendenti, messi sotto scacco dalla concreta minaccia di perdere il posto di lavoro per chiusura dell’ Istituto. La precaria situazione del bilancio, in realtà, era chiara ormai da tempo, tanto che i lavoratori, nonostante gli accordi sottoscritti nel 2008, non hanno ancora percepito il premio di produttività di allora! Nonostante le ripetute rassicurazioni del presidente sig. Lorenzo Crosta (in carica dal 1992!), avevamo tanto ben capito le difficoltà in cui versava l’Istituto che abbiamo ripetutamente richiesto un incontro con la “proprietà”, coinvolgendo anche la Curia di Como, che elegge un membro del C.D.A. Alla fine i nostri dubbi hanno trovato conferma e ci è stata prospettata una situazione di seria difficoltà economica. Da allora però più nulla è avvenuto, fino al clamoroso annuncio di questa estate: sei esuberi e la proposta di modificare in peggio il contratto di lavoro per 20 lavoratori, tutti con un’anzianità di servizio tra i 30 e i 20 anni nella struttura. Su un organico di 120 dipendenti, quanto può incidere il misero risparmio sulla pelle di 20 lavoratori ‘anziani’?» 

Della delicata situazione è al corrente anche il sindaco Armando Tordi: « Credo che rimuginare sul passato non faccia bene a nessuno. Oggi bisogna salvare una realtà che dà occupazione a 120 persone. Perdere l’accreditamento da parte dell’Asl vuol dire chiudere e disperdere un patrimonio come questo dfficilmente recuperabile».

Rotte le trattative, i sindacati hanno annunciato al Prefetto lo stato di agitazione dei lavoratori: «Siamo convinti che sia un’altra la strada da ricercare per la soluzione del problema e che lo storico Istituto Cav. Menotti non possa semplicemente scomparire in una voragine di debiti provocati da pochi irresponsabili».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2011
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