Sos biodiversità: dalle parole ai fatti

Quest’anno docenti e studenti dei Licei hanno deciso d’intraprendere un nuovo percorso didattico-sperimentale che riguarda la coltivazione della Calluna vulgaris (brugo)

I Licei di Gallarate hanno dimostrato sempre una particolare sensibilità per le questioni ambientali. Al sempre più pressante appello alla tutela della biodiversità hanno risposto con prontezza e intraprendenza i docenti di scienze, che da anni affrontano le problematiche connesse con lo sviluppo degli ecosistemi anche per mezzo di iniziative sempre più ambiziose. L’ultimo progetto, denominato “Orto botanico-Boschina”, finanziato dal Comune di Gallarate e dalla Provincia di Varese, ha raggiunto gli obiettivi della realizzazione di un orto botanico con serra, dell’acquisto di strumentazioni avanzate di microscopia e dell’allestimento di una mostra permanente sulla biodiversità e sull’evoluzione delle piante. Nella convinzione che la difesa della biodiversità sia oggi un obbligo a cui non ci si può più sottrarre e che si debba su questo tema incrementare l’opera di sensibilizzazione, d’informazione e del “concreto fare”, quest’anno docenti e studenti dei Licei hanno deciso d’intraprendere un nuovo percorso didattico-sperimentale che riguarda la coltivazione della Calluna vulgaris (brugo), specie, caratteristica delle nostre brughiere, minacciata d’estinzione. L’attività sarà realizzata grazie alla collaborazione del Parco del Ticino e del Centro Flora Autoctona (costituito da Parco Monte Barro, Università Insubria, Università di Pavia, Fondazione Minoprio), stazione sperimentale della Regione Lombardia, finalizzata alla conservazione e, dal 1996, all’incremento della biodiversità naturale lombarda tramite la coltivazione di piante selezionate.
Il percorso, in sintesi, si articola attraverso alcuni momenti fondamentali: giovedì 3 novembre 2011, avvio dei lavori con il prof. Bruno Cerabolini, docente di Botanica Ambientale Applicata presso l’Università degli Studi dell’Insubria, che intratterrà gli studenti con una lezione su “Le brughiere pedemontane lombarde e piemontesi: inquadramento e peculiarità”. Nella seconda metà di novembre, raccolta dei semi di Calluna vulgaris nel Parco del Ticino, dove la dott.ssa Roberta Ceriani, coordinatrice CFA, terrà una lezione su “La coltivazione delle piante autoctone – Propagazione ex situ”. Seguirà la semina nella serra della scuola. A distanza di un anno, le piante nate ex situ, verranno messe a dimora in siti individuati e/o di interesse del Parco del Ticino.
Il contributo più significativo che il progetto intende perseguire non consiste solo nel recuperare una specie in via di estinzione, ma, anche e soprattutto, nella volontà di sviluppare nei giovani studenti e nelle comunità locali la consapevolezza della necessità di conoscere per salvaguardare il nostro prezioso patrimonio ambientale per noi e per le generazioni future.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2011
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