Steve Jobs mi ha cambiato la vita

Simone Gambirasio, tra i massimi esperti di Apple in Italia, racconta in una bella lettera il suo rapporto con Steve Jobs: "Per me è un modello, un esempio". I ricordi di Giovannelli e Galeotti

Non ho mai conosciuto Steve Jobs eppure, in qualche modo, buona parte della mia vita professionale (e non solo) è dipesa proprio da lui. Non so come sia nata in me una vera e propria passione per quelli che sono semplicemente dei “prodotti”, eppure qualche anno fa ho incominciato a scriverne su un piccolo blog, che in pochi mesi è cresciuto a dismisura. Forse ne avrete sentito parlare, si chiama Melablog. In breve tempo ho scoperto che quella passione, ovviamente, non aveva contagiato solo me, ma migliaia di lettori, che ogni giorno perdevano qualche minuto della loro vita per parlare di prodotti eccellenti, per immaginare i gadget del futuro e per discutere di un personaggio tanto affascinante quanto quello di Steve Jobs. Più avanti da quel blog sono nate molte altre cose: amicizie, libri, manuali e tanti altri stimoli, che ancora oggi occupano la mia vita. Vi sembrerà buffo, ma la mia vita ruota intorno a Apple. Solo molto più avanti, però, ho capito perché il mondo di Apple e Steve Jobs hanno appassionato, e appassionano, me e tante altre persone. Prima guardavo solo i gadget poi, incuriosito, ho provato a scoprirne il segreto. Perché quelli sono solo la punta dell’iceberg, per me. Cercando quel segreto, forse, ho capito che Steve Jobs è molto simile a me e a molte altre persone della mia generazione: un uomo innamorato della tecnologia che, però, non è mai stato un ingegnere. Quando l’informatica era appannaggio dei tecnici, lui era già il primo umanista ad averla utilizzata come normale strumento di vita. Steve aveva grandi ingegneri accanto a sé, ma le sua vere passioni erano l’arte e il design. Sognava cose che non erano nemmeno possibili, inseguiva la sua visione “assurda” della tecnologia, ma con la sua caparbietà pestava i piedi fino a quando non le avrebbe ottenute. Così sono nati prodotti che la concorrenza riteneva semplicemente impossibili: il Mac, l’iPod, l’iPhone, l’iPad e molto altro. Quando uscì l’iPhone gli ingegneri dei Blackberry si dissero: “E’ tecnicamente impossibile”, e invece gli ingegneri di Steve si erano rimboccati le maniche per farlo “contento”. E quando Jobs venne licenziato dalla sua Apple, in quegli anni di pausa forzata in cui non ha mai smesso di lottare per il suo ritorno, creò anche una “piccola” società di animazione, chiamata Pixar. Steve Jobs era un bambino che sognava, e pretendeva, fino ad ottenere. I suoi amici si dividevano in due categorie: quelli che lo tenevano con i piedi per terra e quelli che realizzavano i suoi desideri (inutile dire quali preferisse). Ma cosa gli dava tutta questa convinzione e questo potere? In uno dei rari momenti di apertura sulla sua vita privata, durante un discorso tenuto agli studenti di Stanford, l’aveva detto chiaramente: figlio adottato e uomo malato da lungo tempo, Steve ha vissuto molte difficoltà nella sua vita, ma proprio affrontandole aveva capito che valeva la pena di insistere per realizzare i propri desideri. Queste parole me le ricorderò per sempre:Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. La sua vita, dettata da queste regole, fu straordinariamente intensa, ricca di eventi. Anche se oggi appartiene al passato, Steve è riuscito a imporsi al centro della scena, a diventare l’uomo del futuro. Per qualcuno sarà un visionario, per altri un grande uomo d’affari, per altri ancora un uomo carismatico. Per me, invece, Steve Jobs è un modello, un esempio che seguo dal giorno in cui ho letto quelle parole. E questi sono solo alcuni dei tanti modi in cui una persona, che non ho mai conosciuto e che non saprà mai niente di me, mi ha cambiato la vita.

Gli altri ricordi:
Marco Giovannelli – "Non sono entrato nella tribù"
Carlo Galeotti – "Restiamo affamati, restiamo folli"
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2011
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