Studenti, entrate nelle aziende per scoprirne il lato bello

Si chiama "Generazione d’industria" ed è un nuovo progetto che coinvolge 18 aziende meccaniche e siderurgiche e 9 scuole tecniche ( Isis e Ipsia) del territorio per favorire lo scambio tra mondo scolastico e mondo produttivo industriale

Tiziano Barea, vicepresidente di Univa, scomoda Steve Jobs. O meglio, la passione che l’innovatore più importante del nostro tempo metteva nel proprio lavoro. Bisogna avere passione per ciò che si fa in ogni momento della vita, compreso  il periodo di studio. E non importa che siano i classici o i circuiti elettrici. Ciò che importa è assecondare, appunto, le proprie inclinazioni, scegliendo percorsi coerenti con le stesse.
Il protocollo d’intesa firmato da Unione Industriali, Provincia e Ufficio scolastico provinciale di Varese, che dà vita al progetto "Generazione d’industria", va in questa direzione. Ben 18 aziende meccaniche e siderurgiche hanno deciso di formare un "Gruppo scuola" e investire in 9 scuole tecniche (Itis e Ipsia) del territorio (Luino, Varese, Gazzada Schianno, Tradate, Sesto Calende, Gallarate, Castellanza e Saronno) per favorire lo scambio tra mondo scolastico e  mondo produttivo industriale.
Non si tratta della solita formuletta un po’ consumata. Il progetto, che durerà non meno di tre
anni, prevederà degli «stage plus» (a numero limitato), ovvero periodi lunghi in azienda, durante i quali gli allievi delle classi quarte e quinte, potranno preparare tesi e lavori da portare agli esami di stato.
Le aziende, a loro volta, torneranno a scuola. Anche questa è una formula molto concreta: le imprese aderenti al progetto, insieme a gruppi selezionati di studenti, impiegheranno proprie  risorse umane per  tenere corsi nei vari istituti durante l’orario scolastico ed extrascolastico. Per le lezioni verranno
utilizzati i laboratori delle scuole o, nel caso non fossero adatti, quelli delle aziende.
Si tratta, dunque, di un salto di qualità rispetto al concetto dell’alternanza scuola-lavoro. Nel senso che l’obiettivo non è solo aprire i cancelli delle imprese agli studenti, ma anche di aprire le porte degli istituti tecnici al contributo reale delle imprese. Questo scambio offre anche un’opportunità di aggiornamento ai docenti che potranno incontrare i tecnici aziendali nei luoghi di lavoro. Alcune imprese sono disposte anche a coinvolgere i professori nella partecipazione a quei corsi che vengono organizzati per i propri dipendenti su temi quali la lean production, la qualità e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il protocollo cade proprio in concomitanza con l’Orientagiovani, la manifestazione nazionale organizzata da Confindustria, dedicata all’incontro tra imprenditori e giovani. «Bisogna scegliere un percorso di studi perché piace – spiega Barea – è non perché così fan tutti. Questo progetto valorizza l’istruzione tecnica e nasce per volontà delle stesse imprese che si impegnano in prima persona nonostante il momento di crisi che sta vivendo il sistema produttivo. Visti i presupposti pluriennali del progetto, le imprese si mettono in gioco nel campo dell’istruzione per prevenire, in una prospettiva di medio-lungo termine, l’impoverimento della cultura del lavoro e della cultura industriale che minaccia anche la nostra provincia. Il titolo stesso del nostro progetto "Generazione d’industria" vuole richiamare la capacità che abbiamo di generare industrie, di fare impresa e allo stesso tempo vuole lanciare un invito ai giovani, quello di entrare nelle imprese, per scoprirne il lato bello, tecnologico e moderno».
«Questo è un protocollo d’intenti concreto – aggiunge l’assessore alla Formazione Professionale e Istruzione della Provincia di Varese, Alessandro Bonfanti – perché a differenza di quanto accade oggi negli stage, disegna una strategia condivisa tra imprese scuola e provincia».
Gli istituti tecnici e professionali, facenti  parte del progetto, sono frequentati da circa 9mila studenti, mentre complessivamente gli studenti degli istituti tecnici  rappresentano il 60 % della popolazione scolastica delle scuole medie superiori. Un serbatoio di intelligenze e di forza lavoro notevole per le aziende.«Negli ultimi cinque anni – conclude Mauro Riboni, funzionario dell’Ufficio scolastico provinciale – almeno 26 mila ragazzi hanno frequentato percorsi di alternanza scuola-lavoro. Va migliorato l’orientamento perché l’istituto tecnico è visto ancora come una scelta residuale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2011
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