Trattative tra Italia e Svizzera: la Regio vuole intervenire

Norman Gobbi, del partito di Bignasca e il leghista Dario Galli propongono di coinvolgere due rappresentanti dell'organizzazione per affrontare i problemi legati a ristorni e frontalieri

dario galli regio insubricaLa Regio Insubrica chiede di intervenire nelle trattative tra Italia e Svizzera per risolvere il problema dei ristorni bloccati. In una lettera, inviata il 14 ottobre scorso alla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey e al premier Silvio Berlusconi, l’organizzazione si è offerta come sede del confronto ha proposto di poter partecipare al tavolo di discussione con due rappresentanti, uno italiano e uno svizzero.  Il nodo da sciogliere è la decisione del governo ticinese di sospendere una parte dei ristorni fiscali  e con buona probabilità a trattare per farlo potrebbero essere proprio gli esponenti delle due Leghe, quella di Bossi e quella di Bignasca. Un tentativo di mediazione tra i partiti era già stato provato mesi fa quando il consigliere della lega dei Ticinesi, Norman Gobbi (ora presidente del comitato direttivo della Regio) partecipò a un vertice a Villa Recalcati insieme al Senatur e ai vertici leghisti tra cui il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’onorevole Giancarlo Giorgetti. Da allora però i rapporti non sono migliorati tanto da rendere necessario l’avvio delle trattative tra Svizzera e Italia per una revisione totale della convenzione sulla doppia imposizione, stipulati nel 1976 e per una rivisitazione parziale di alcune norme dell’accordo relativo all’imposizione dei laboratori frontalieri.

«Svizzera e Italia – si legge nel documento firmato dal presidente della provincia Dario Galli, il consigliere di Stato, Norman Gobbi e dal cancelliere dello Stato del Canton Ticion, Giampiero Gianella – hanno tradizionalmente intrattenuto delle buone relazioni, contraddistinte da intensi rapporti economici, politici, umani e culturali, da una lingua comune e da frequenti visite ai vari livelli istituzionali. Il crescente divario tra le posizioni, in particoalre sul fronte fiscale, ha tuttavia causato negli ultimi anni un’incrinazione dei rapporti bilaterali». «La Regio Insubrica si propone di favorire il dialogo tra le nazioni coinvolte mettendosi a disposizione in qualsiasi momento sul proprio territorio, quale luogo e sede di incontro tra le parti nell’ambito delle trattative. Questa offerta era peraltro già stata anticipata dal Presidente della Regio, Norman Gobbi, in occasione della giornata degli ambasciatori durante il Festival internazionale del film di Locarno, giornata alla quale hanno partecipato anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Giuseppe Deodato e della Svizzera in Italia, Bernardino Regazzoni». L’organizzazione «ritiene di poter essere coinvolta al predetto tavolo con due rappresentanti del Comitato direttivo della stessa, uno di parte italiana e uno di parte Svizzera». «La Regio Insubrica – conclude la lettera – opera nella convinzione che attraverso la cooperazione nascano nuove prospettive e che discutere in punto alle difficoltà sorte nei predetti rapporti bilaterali sia necessario. Il miglioramento delle relazioni, in particolar modo in materia fiscale, permetterebbe di garantire il mantenimento degli interessi bilaterali comuni, promuovendo una collaborazione transfrontaliera stabile e duratura».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2011
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