Trent’anni fa nacque la psichiatria del Verbano

A Villa De Angeli Frua si è tenuta la giornata celebrativa della psichiatria nel Verbano della quale ricorre quest’anno il trentennale di fondazione

Giovedì 13 ottobre 2011, un radioso pomeriggio autunnale ha accolto a Villa De Angeli Frua, sede del Comune di Laveno Mombello, la giornata celebrativa della Psichiatria nel Verbano della quale ricorre quest’anno il trentennale di fondazione.
La sala è affollata di familiari e rappresentanti delle loro associazioni, utenti, operatori sanitari e sociali, autorità, volontari, semplici cittadini, studenti. Molti di coloro che stazionano pazientemente lungo lo scalone nella vana speranza di trovare un posto a sedere. Fa gli onori di casa la signora Graziella Giacon, sindaco di Laveno Mombello. Con la voce velata dall’emozione, Isidoro Cioffi (nella foto sotto), direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria del Presidio del Verbano, ricorda il “viaggio” lungo trent’anni nel territorio della salute mentale iniziato a Cittiglio da un piccolo gruppo di medici e di infermieri nel settembre del 1981, all’indomani della nuova legge 180, meglio conosciuta come legge Basaglia.
A quei pionieri si sono via via affiancati psicologi, educatori e volontari con l’obiettivo di prendersi cura e non semplicemente curare. Terapia farmacologica, sostegno psicologico, interventi riabilitativi e risocializzanti accompagnati da una ricerca sperimentale nell’ambito delle terapie non-ortodosse quali teatro, musica, danza, pittura hanno prodotto negli anni un modello integrato i cui benefici sono stati e sono particolarmente confortanti. Gli utenti sono generalmente ben assistiti sia in ospedale che sul territorio dove operano i Centri Psico Sociali di Laveno Mombello e di Luino, le strutture residenziali (Comunità protette di Luino e Housing sociale di Cassano Valcuvia) e semiresidenziali (Day hospital di Cittiglio e Centro Diurno di Luino). «Secondo un moderno approccio ai problemi psichiatrici – sottolinea Cioffi – la salute mentale va considerata come un bene collettivo, nella cui gestione ciascun membro della società deve e ha diritto di essere coinvolto per dare il proprio contributo».
Saluta poi i presenti il prefetto di Varese Giorgio Zanzi, seguito da Pierluigi Zeli, direttore generale Asl della Provincia di Varese, da Walter Bergamaschi, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese e dai Sindaci e loro rappresentanti di Luino, Cittiglio e Gavirate. Commossa la testimonianza di un familiare del gruppo A.M.A. del CPS di Laveno che narra la sua odissea e l’approdo alle strutture territoriali che hanno impresso una svolta positiva alla sofferenza del malato e della sua famiglia. A tutti i relatori è offerto dal sindaco di Laveno, città della ceramica, un omaggio in preziosa porcellana e il libro celebrativo. Tra un intervento e l’altro l’attore Francesco Salvi fa sorridere i convenuti con scintillanti battute e rammenta che un pizzico di follia rende la vita più attraente. Altra significativa attestazione del lavoro compiuto è la proiezione di alcuni filmati a cura di R. Bianco, E. Bolla, C. Callegari, M. Diurni, R. Petrella, provenienti dall’archivio della U.O. Psichiatria del Verbano.
Sono presenti, tra i molti, amministratori locali, il decano della psichiatria varesina professor Edoardo Balduzzi e la giovane generazione, rappresentata dagli studenti del Liceo Scientifico “V. Sereni” di Luino e dell’Istituto di Istruzione Superiore "Edith Stein" di Gavirate. I ragazzi, attraverso esperienze mirate, collaborano con il Centro Diurno e le Comunità psichiatriche di Luino imparando ad accogliere l’altro sofferente, a comprenderne i bisogni e a combattere lo stigma che ancora avvolge il disagio psichico. Si consegnano poi gli attestati di gratitudine alle persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Il dr. Gianni Spartà, presenta infine la fondazione “Il Circolo della Bontà” di cui è presidente. E’ poi la volta della distribuzione del libro “La Psichiatria nel Verbano (1981-2011), un’affettuosa raccolta di testimonianze, fotografie e ricordi del trentennio trascorso.
La giornata celebrativa si avvia al termine con l’inaugurazione della mostra di un gruppo di opere provenienti dagli atelier di artiterapie del Centro Diurno e della Comunità di Luino e della mostra fotografica “Opere meravigliose” del “gruppo Mouse”, espressione dello stesso Centro. Durante il rinfresco il gioco a premi “Indovina chi è” conclude simpaticamente l’importante manifestazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2011
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