Un libro per superare «il peccato di volersi tenere don Isidoro tutto per sé»

Presentata all’oratorio San Luigi la biografia su Don Isidoro, accoltellato al cuore nel 1991 da uno dei suoi giovani. “Fare conoscere questo personaggio ovunque” è l’obiettivo dell’autrice Cristina Tessaro

Molti dei presenti all’oratorio San Luigi ieri sera, mercoledì, Don Isidoro Meschi lo hanno conosciuto dal vivo. Tra queste persone, però, non c’è Cristina Tessaro che sul “prete felice” ha appena pubblicato una biografia dal titolo “Don Isidoro Meschi, un prete felice", edita dalle Edizioni Paoline. Dopo aver lavorato per più di due anni sul prete bustocco, però, «mi sento come se fossi anche io tra quei ragazzi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo» racconta ad una platea gremita l’autrice. Ed è proprio questo uno degli obiettivi di questo volume: «far uscire la storia di questo grande uomo dai confini locali».

Per raggiungere questo ambizioso scopo è stato necessario contattare decine e decine di persone che, anche grazie all’intercessione dell’associazione degli amici di don Isidoro, hanno raccontato la loro personale esperienza dell’incontro con il prete. «Don Isidoro era impegnato in molti ambiti -ricorda l’autrice- e spesso nei propri ricordi si rischia di associare la sua opera solo con un singolo aspetto» ma con il volume «finalmente si racconta la sua storia nel contesto in cui la sua vita si è svolta».
Una volta messo insieme il tutto «l’editore ci ha messo solo 10 giorni per decidere di pubblicare il libro. Anche loro sono rimasti colpiti da questa figura».

Tra le persone che hanno portato il loro ricordo, non poteva mancare il Sindaco Gigi Farioli. «Non ho avuto la fortuna di frequentarlo direttamente -ricorda il primo cittadino- ma ho frequentato gli stessi suoi posti in tempi diversi» e così si è avvicinato al prete che, oggi, è cittadino benemerito di Busto. Farioli è entusiasta di un libro come quello di Cristina Tessaro perchè «questa sua biografia supera il peccato di volere tenersi il ricordo di don Isidoro tutto per sé». Farioli auspica poi che in una delle prossime edizioni del libro «si parlerà di Sant’Isidoro da Merate (perchè Isidoro è nato lì, ndr) ma -scherza il sindaco- ce ne faremo una ragione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
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