Zu Turi non parla

L'anziano boss arrestato a Ferno martedì scorso dove trascorreva la sua latitanza, si è avvalso della facoltà di non rispondere in merito a estorsioni e traffici di sostanze stupefacenti

Salvatore Fiorito, alias Turi basetta (foto a sin.), non ha risposto alle domande del giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto questa mattina nel carcere di Opera dove attualmente si trova l’anziano boss. Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, come spesso accade negli interrogatori per rogatoria, in quanto è la procura di Caltanissetta ad avere il corposo fascicolo che lo riguarda. Assistito dall’avvocato Antonino Trusso, dunque, non ha dato spiegazioni rispetto al suo ruolo nell’organizzazione mafiosa che ha operato nella zona del Basso Varesotto e, in particolare, di Busto Arsizio.
Salvatore Fiorito era stato arrestato martedì scorso mentre trascorreva la sua latitanza all’interno di una casa di Ferno nella disponibilità della figlia. Nell’ordinanza dell’operazione Tetragona, alla quale era sfuggito nel maggio scorso, è dipinto come il "grande capo", un nonnetto dall’aria mite ma con molto potere e sempre presente nei discorsi dei vari Vizzini, dei fratelli Nicastro e uomo di fiducia di Crocifisso Rinzivillo (detto Gino) il quale lo aveva messo alle spalle proprio di Rosario Vizzini, reggente del clan omonimo a Busto e in Lombardia, per controllare che i soldi di estorsioni e traffici di droga venissero versati nella giusta misura nelle casse dell’associazione mafiosa. Gli inquirenti, inoltre, lo raffigurano come protagonista di estorsioni a danno di imprenditori bustocchi di origini gelesi e di traffici di stupefacenti a livello internazionale. Proprio su questo punto il giudice ha cercato di fare luce, questa mattina, in special modo riguardo ad un approvigionamento di cocaina da Santo Domingo via Inghilterra del quale gli investigatori avevano perso le tracce dopo averlo monitorato per mesi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2011
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