L’assassino di Marianna ha confessato

I particolari del delitto resi noti in Procura a Busto Arsizio. L'uomo, Domenico Cascino, 42enne di Rescaldina, ha detto di aver avuto una relazione con la donna e di averla uccisa in un raptus sentendosi rifiutato

Marianna Ricciardi è stata uccisa da Domenico Cascino (foto in basso), 42 anni, di Rescaldina. L’uomo ha confessato il delitto nella notte davanti al sostituto procuratore del tribunale di Busto Arsizio Mirko Monti dopo un primo tentativo di depistare le indagini. I particolari dell’efferato assassinio sono stati rivelati in Procura questa mattina, martedì, dallo stesso sostituto procuratore insieme al procuratore capo Francesco Dettori, al tenente colonnello Loris Baldassarre dei Carabinieri di Varese, al maggiore Gianluigi Cirtoli e al capitano Massimiliano Corsano. Cascino, stando a quanto ha raccontato agli inquirenti, aveva una relazione con la 35enne Marianna Ricciardi che andava avanti da maggio di quest’anno: i due si erano conosciuti all’Aloisianum, dove lei lavorava per la cooperativa Iris e lui, sotto processo per un’altra aggressione ai danni di una donna nel 2009 e attualmente senza un lavoro e senza una casa, era ospitato in cambio di alcuni lavoretti che eseguiva all’interno del convento.

Stando alle dichiarazioni di Cascino riportate dagli inquirenti le cose sarebbero andate così: lo scorso venerdì la donna aveva deciso
di troncare la storia con uno scambio di sms, ma Cascino non se ne è voluto fare una ragione e lunedì mattina si è presentato nella casa di Samarate con la scusa di bere un caffè insieme e chiarire la vicenda; Marianna Ricciardi ha confermato a Domenico Cascino di non volerne più sapere di lui e da lì è scattato il raptus: in venti minuti il 42enne ha massacrato la donna, prima colpendola con violenza al volto con un scacchiera di marmo e vetro, poi prendendola a calci sul corpo e infine finendola con una sedia con la quale l’ha sfigurata.; dopo aver commesso il delitto si è poi lavato nel bagno della stessa abitazione dove Marianna Ricciardi viveva col marito e con la figlia di sette anni ed è fuggito, abbandonando i vestiti in un cassonetto della Caritas per fare ritorno all’Aloisianum a Gallarate.

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Omicidio a Samarate 4 di 9

Lì lo hanno trovato i carabinieri nella serata di lunedì, nella sua stanza mentre lavava un maglione utlizzato durante l’aggressione mortale. L’accusa formulata dalla procura è di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà.  Cascino viveva da solo e da tempo si era distaccato dalla  famiglia. L’aggressione ai danni di un’altra donna con la quale aveva avuto una relazione risale al 2009 ed era stata piuttosto violenta. In quell’occasione aveva già dimostrato tutta la sua pericolosità puntandole al collo un coltello. A febbraio dovrà presentarsi davanti al giudice del tribunale di Gallarate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2011
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