20 anni fa la Lega Lombarda trionfava alle politiche

Il 5 e il 6 aprile del 1992 si erano svolte le elezioni politiche. Il partito del senatùr conquistava 55 deputati e 25 senatori. Circa la metà dei voti sono concentrati in Lombardia con percentuali provinciali oscillanti tra il 20% (Milano) e il 29,5% (Varese).

Esattamente vent’anni fa a quest’ora lo stato maggiore della Lega e i suoi militanti erano particolarmente euforici ed esultanti. Il motivo c’era eccome! Le operazioni di voto si erano chiuse da qualche ora e, fin dalla prima proiezione, stava emergendo un risultato politico clamoroso superiore alle più rosee previsioni.
Il 5 e il 6 aprile del 1992 si erano svolte le elezioni politiche in un clima di forte tensione tra i partiti e già segnato dall’inchiesta “Mani pulite”, cominciata il 17 febbraio a Milano con l’arresto del socialista Mario Chiesa.
Le Camere erano stato sciolte il 2 di febbraio dall’allora Presidente Cossiga. La partita si presentava molto complessa anche perché in palio non c’era soltanto la rielezione del Parlamento ma anche quella del nuovo Presidente della Repubblica. Ormai molti davano per certo che la guida del Governo sarebbe toccata al leader del PSI, Bettino Craxi, e il Quirinale al DC Andreotti o, in subordine, a Forlani. Tutto il potere, dunque al famoso CAF (così veniva definito l’accordo di potere tra DC e PSI siglato tra Craxi, Andreotti e Forlani).
Ma, come spesso accade, in molti avevano fatto i conti senza l’oste. Gli elettori avrebbero, infatti, riservato più di una sorpresa. L’esito del voto era inequivocabile: la DC scendeva, per la prima volta nella sua storia, sotto la soglia del 30% e il PSI superava di poco il 13%. Alla prova del voto il CAF ne usciva dunque con le ossa rotte.

Anche il PDS, nato l’anno prima dallo scioglimento del PCI, ottiene soltanto il 16,1%, mentre Rifondazione Comunista, altra costola del PCI, consegue il 5,6%. Gli altri partiti oscillano su percentuali da prefisso telefonico. Con l’eccezione però della Lega Lombarda. Il “ movimento” che alle elezioni precedenti aveva ottenuto alla Camera poco più di 180 mila voti (0,5%) balza a 3.395.384 voti (8,7%), conquistando 55 deputati e 25 senatori. Circa la metà dei voti sono concentrati in Lombardia con percentuali provinciali oscillanti tra il 20% (Milano) e il 29,5% (Varese).

Il “vento nordista” scompagina vecchi equilibri e assetti di potere. Il piano del CAF si infrange prima contro il voto e poi con gli effetti di “tangentopoli”. Un mese dopo, in un clima reso ancora più drammatico dalla strage di Capaci, il Parlamento eleggerà Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il quale affiderà a Giuliano Amato il compito di formare il nuovo governo. Sta per cominciare la cosiddetta “seconda Repubblica” il cui profilo si affermerà nel 1994 quando, dopo le elezioni anticipate, avrà inizio l’era di Berlusconi e della Lega al governo.
Da quel 6 aprile del 1992 sono trascorsi 20 anni. Anche la seconda Repubblica di Berlusconi e Bossi, con l’uscita di scena ingloriosa dei due protagonisti principali, volge ormai al tramonto.
La Lega sta vivendo ore drammatiche. La leggenda bossiana dei “duri e puri”, di “Roma ladrona”, dei miti celtici e delle sane abitudini padane, viene sepolta sotto le macerie di uno scandalo rivelatore di abitudini e metodi di potere che si diceva di voler combattere.
C’è materia di riflessione per tutti, ma soprattutto per quanti in buona fede hanno creduto di vivere dentro un fortino incontaminato e incontaminabile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2012
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