A lezione di derby

Yamamay e MC-Carnaghi si sono già affrontate 11 volte in serie A1: da sabato 7 aprile in palio c’è lo scudetto. Ecco un “bigino” di tutto ciò che bisogna sapere sulla partita dell’anno

Sei mesi di battaglie per arrivare alla sfida dell’anno, o forse sarebbe meglio dire del secolo: è da quando Villa Cortese è sbarcata in serie A che tutta la pallavolo della zona aspetta l’incontro-scontro finale tra Yamamay e MC-Carnaghi, vicine di casa e acerrime rivali. Dopo due stagioni di schermaglie, finalmente il momento tanto atteso è arrivato, e dal 7 aprile in poi le due squadre si giocheranno il titolo italiano, traguardo incredibile eppure distante solo un passo. Rosso contro blu, Varese contro Milano: c’è proprio tutto in questo faccia a faccia epocale. E allora mettiamoci dietro i banchi di scuola per studiare, in ogni sua sfaccettatura, il derby più bello di sempre.

STORIA – Busto e Villa si sono incontrate per 11 volte in gare ufficiali: 6 le vittorie della MC-Carnaghi, 5 quelle della Yamamay, che ha notevolmente ridotto il gap con i due successi di questa stagione. In parità assoluta il bilancio dei set (22 a testa), e tra le due formazioni ci sono solo 4 punti di differenza: 981 quelli realizzati dalle “farfalle” contro i 977 delle rivali. Lo scorso anno il derby si giocò prima in semifinale di Coppa Italia, a Catania, e poi in semifinale scudetto: in entrambi i casi prevalse Villa Cortese. Per due volte la squadra di Abbondanza ha espugnato il PalaYamamay e in altrettante circostanze le bustocche si sono imposte in trasferta (una al PalaBorsani, una al Mediolanum Forum). Ecco la storia completa del derby da rivivere attraverso le cronache di VareseNews.

GEOGRAFIA – Il centro di Busto Arsizio dista appena 7,5 km da quello di Villa Cortese; se poi si guardano i confini tra i due comuni, si scende sotto i 4 km. In realtà la MC-Carnaghi giocherà le partite interne della finale scudetto a Monza, ma si tratta comunque di un record: nella pallavolo, a differenza di altri sport, non era mai successo che due squadre così vicine tra loro si contendessero il tricolore. Ovviamente è una novità anche il fatto che una squadra disputi tre finali scudetto di seguito in tre palazzetti diversi: il PalaLido di Milano nel 2010, il Forum di Assago nel 2011 e ora il PalaIper di Monza. Non si sposterà invece la Yamamay, e per una buonissima ragione: in casa la squadra di Parisi ha giocato 20 partite, nelle varie competizioni, e le ha vinte tutte.
Infine, per entrambe le città coinvolte (una ha oltre 80.000 abitanti, l’altra poco più di 6.000) l’eventuale titolo nazionale sarebbe il primo assoluto in uno sport di squadra; la scudettata più vicina è la pallamano femminile di Cassano Magnago con 11 titoli.

MATEMATICA – Uno più uno più uno fa tre: è il “triplete” sognato dalla Yamamay Busto Arsizio, che dopo la Coppa Italia e la Coppa CEV spera di aggiudicarsi anche il campionato. Non è un’impresa inedita: c’era già riuscita la Despar Perugia nel 2005 e nel 2007, anche se allora la CEV era la terza competizione continentale per importanza e non la seconda come oggi. Guarda caso, il preparatore atletico di quella formazione era Ezio Bramard, oggi alla Yamamay. Neppure il “triplete” in negativo temuto da Villa Cortese sarebbe una novità: l’ultima squadra che ha subito tre sconfitte consecutive in finale è stata Novara, tra il 2002 e il 2004.
Qualche dato statistico sulle due rivali: la Yamamay ha di gran lunga il miglior muro della A1 (3,05 punti a set, Villa è indietro) e anche il miglior attacco con il 41,6% di efficacia, davanti alla MC-Carnaghi che si ferma al 40,3%. La ricezione perfetta, in compenso, vede avanti le biancoblu con il 48,2% contro il 47,9%. Pressoché identico il conto degli ace: solo Novara ha fatto meglio delle due finaliste. Inoltre Villa Cortese può contare sulla miglior marcatrice del campionato, Sarah Pavan, autrice di 486 punti; Havlickova, con una partita in meno, ne ha messi a segno 416.

ITALIANO – Chiunque vincerà la sfida tra Busto e Villa scriverà per la prima volta il suo nome nell’albo d’oro del campionato italiano: finora 22 squadre hanno conquistato lo scudetto, in rappresentanza di 16 città (Modena l’ha vinto con ben 4 società differenti). Entrambe le squadre finora hanno in bacheca, a livello nazionale, soltanto la Coppa Italia: due per la MC-Carnaghi, una della Yamamay. Il titolo sarà il primo della storia anche per le rispettive province: né Milano né Varese, prima dell’avvento delle due “big”, avevano mai vinto nulla a livello nazionale. L’intero team della Yamamay, inoltre, è a digiuno di finali scudetto: nessuno, tra giocatrici e staff, ne ha mai disputata una. Diverso il discorso per Villa Cortese: Berg, Cruz e Caterina Bosetti hanno giocato le ultime due finali con la maglia biancoblu, come Abbondanza che ne aveva già alle spalle una a Jesi. Lucia Bosetti, alla sua prima finale, ha vinto lo scudetto lo scorso anno con la maglia di Bergamo, ma la veterana è Martina Guiggi: in carriera 3 finali perse con Novara e 3 vinte con Pesaro.

RELIGIONE – Il derby non va molto d’accordo con i riti ecclesiastici: per ben due volte (2009 e 2011) si è disputato a ridosso di Natale, questa volta tocca alla Pasqua, con gara 1 alla vigilia e gara 2 il Lunedì dell’Angelo. Ma per i fan delle due squadre l’unica vera fede è la pallavolo, seguita con dedizione cieca e assoluta e con altrettanta avversione nei confronti dei rivali: a Busto e Villa è difficile persino pronunciare il nome dei “cugini” senza essere sommersi dai fischi. Tra le due tifoserie gli scontri, anche se per fortuna solo verbali (e scritti), sono all’ordine del giorno; nell’ultimo derby l’atmosfera elettrica si è estesa anche alle due società, protagoniste di un polemico scambio di comunicati dopo lo striscione (per la verità innocuo) rivolto al patron della PietroCarnaghi Flavio Radice. Il pubblico però è stato protagonista in positivo sia a Busto, dove 5000 persone hanno trascinato la Yamamay verso la vittoria in Coppa CEV, sia a Castellanza, con un PalaBorsani finalmente pieno e riappacificato per gara 3 delle semifinali.

MUSICA – Se c’è una colonna sonora dei trionfi di Busto è sicuramente “Ai se eu te pego”, il tormentone del brasiliano Michel Telò che le farfalle hanno “sdoganato” in occasione della vittoria in Coppa Italia, festeggiando con un seducente balletto poi ripetuto per il successo europeo. A Villa, ovviamente, questa canzone non la vogliono neppure sentire: se proprio bisogna ballare, meglio farlo sulle note di “Titanium” di David Guetta e sul suo eloquente testo che recita “You shoot me down but I won’t fall, I am titanium” (mi spari ma non cadrò, sono fatta di titanio).

EDUCAZIONE FISICA – Una cosa è certa: le due finaliste sono stanche, stanchissime. Non potrebbe essere altrimenti dopo 41 partite giocate a testa, tra campionato, Coppa Italia e Coppe europee, a un ritmo assurdo e sfiancante. La Yamamay ha pagato un prezzo alto ma circoscritto al solo infortunio di Helena Havelkova, che potrebbe tornare per la finale anche se sicuramente non al cento per cento; altre giocatrici, su tutte Aneta Havlickova, avrebbero però bisogno di tirare il fiato. In casa Villa Cortese le principali preoccupazioni riguardano Ramona Puerari, fermata dal dolore alla schiena in occasione di gara 3 con Bergamo, e Martina Guiggi, che si trascina dietro da tempo un infortunio alla spalla. Anche Lindsey Berg sta cercando in tutti i modi di stringere i denti, malgrado il problema al ginocchio che non può essere del tutto risolto, ma solo arginato con esercizi muscolari. Solo le ultime ore prima delle partite diranno chi potrà scendere in campo e in quali condizioni.

IL PROGRAMMA DELLA FINALE

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2012
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