Addio a Bufalini, gentiluomo del basket

È scomparso a 71 anni il pivot toscano, protagonista di alcuni trionfi della prima Ignis. Corretto, simpatico, buono: fu anche capitano della nazionale azzurra

Avrebbe compiuto 71 anni tra pochi giorni, se ne andato dopo brevissima malattia, la pallacanestro italiana e varesina hanno perso un campione di alto profilo.
Sauro Bufalini, era infatti un gentiluomo che ha giocato a basket, un messaggero autentico dello sport vero, dove i valori della vita vengono esaltati e proposti come esempio.
Sauro Bufalini (al centro nella foto, con Flaborea e coach Tracuzzi), è stato campione d’Italia con la Ignis nel 1964, vincitore a Madrid nel 1965 della Coppa Intercontintale, nel 1966 della Coppa delle Coppe a Tel Aviv, trofeo conquistato con la Fides Napoli nel 1970. Un pivot maestro nella difesa, abilissimo nell’aiuto ai compagni e corretto lottatore a rimbalzo.
Con la Ignis e la nazionale (campionati europei, le olimpiadi di Tokio 64 e Città del Messico 68) si è confrontato con i più grandi avversari del tempo riuscendo sempre a dare alla squadra un apporto ricco di dignità tecnica e di sportività. Non aveva potuto studiare, ma leggeva molto, si informava, era curioso, simpaticamente dialettico e soprattutto Sauro era una montagna di umanità e di bontà avvertite anche dagli avversari: non a caso i cecoslovacchi dello Slavia e dello Spartak erano sempre in perfetta sintonia con “Bufinka”, così lo chiamavano, salvo poi darsi fiera battaglia sul campo.
116 maglie azzurre e capitano della nazionale, dal 1961 al 1968 alla Ignis avendo la stima e l’affetto dei compagni , dei dirigenti e dei tifosi. Con i giornalisti ebbe sempre un rapporto fatto di educazione e di rispetto, ne fu sempre largamente ricambiato perché davvero Sauro era uomo eccezionale.
Da oggi alla stima e al ricordo di quanto egli ha dato a Varese e allo sport italiano si aggiungono commozione e rimpianto in tutti coloro che lo hanno conosciuto e ammirato

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2012
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