“Belsito avrebbe distratto soldi per la famiglia Bossi”

Lo si legge nel decreto di perquisizione. Sono tre le procure che indagano sulla vicenda legata al tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito: Milano, Napoli e Reggio Calabria

Sono tre le procure che indagano sulla vicenda legata al tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito: Milano, Napoli e Reggio Calabria. Le indagini riguardano anche i movimenti e l’utilizzo del denaro del Carroccio. Perquisizioni sono state compiute in diverse città d’Italia e anche nella sede della Lega, in via Bellerio a Milano. Gli inquirenti milanesi, che accusano Belsito di truffa e appropriazione indebita, ipotizzerebbero comportamenti illeciti compiuti dal tesoriere anche quando era sottosegretario alla semplificazione nel governo Berlusconi. L’indagine sarebbe nata analizzando alcune transazioni finanziarie riferibili all’uomo d’affari veneto Stefano Bonet, legato ad un altro uomo d’affari, Paolo Scala, entrambi indagati. Partendo da queste movimentazioni, gli inquirenti milanesi sarebbero arrivati a contestare il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito, Scala e Bonet, in relazione a investimenti in Tanzania, passando anche per Cipro, con soldi sottratti alla Lega Nord. Per quanto riguarda invece il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, a carico del tesoriere della Lega, le accuse riguarderebbero un illecito utilizzo dei rimborsi elettorali arrivati al Carroccio: i pm ipotizzano che siano stati presentati rendiconti irregolari ai presidenti di Camera e Senato, che sarebbero così stati tratti in inganno e che quindi non avrebbero sospeso i rimborsi elettorali. Nel mirino dei pm c’è anche l’ultimo, dello scorso agosto, di circa 18 milioni di euro.

 

Nel decreto di perquisizione eseguito questa mattina si legge anche, come riportano le agenzie, che «il tesoriere del Carroccio Francesco Belsito avrebbe distratto soldi dei rimborsi elettorali per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Si tratta di esborsi in contante o con assegni circolari o attraverso contratti simulati». «La gestione della tesoreria del partito politico Lega Nord è avvenuta nella più completa opacità sin dal 2004», si legge ancora nel decreto di perquisizione.

 

Un altro filone dell’inchiesta milanese vede indagati Bonet e Belsito per truffa ai danni dello Stato «con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram», che si occupa di innovazione tecnologica. Anche nell’indagine di Reggio Calabria compare la Siram. Gli indagati sono otto: oltre al tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, nell’indagine della Dda di Reggio Calabria sono indagati l’avv. Bruno Mafrici, nato a Malito Porto Salvo (Reggio Calabria), ma residente a Milano in via Borgogna; Romolo Girardelli, procacciatore di grandi affari, detto «l’ammiraglio», già indagato nel 2002 per mafia; Stefano Bonet, Paolo Scala, Lisa Trevisan, Leopoldo Caminotto e Nadia Arcolin. Le perquisizioni hanno, tra gli altri, riguardato la Effebi immobiliare, con sede a Genova, di cui Girardelli è risultato socio di Belsito attraverso il figlio Alex Girardelli, e la Polare Scarl, riconducibile a Stefano Bonet, del cui sportello genovese, secondo l’accusa, Romolo Girardelli risulta essere responsabile. Gli otto sono indagati per riciclaggio e Girardelli con l’aggravante di avere agevolato la cosca dei De Stefano. Gli inquirenti contestano al tesoriere della Lega il reato di riciclaggio. Belsito, secondo l’accusa, sarebbe stato legato ad un intermediario ligure che a sua volta era in stretto contatto con esponenti della cosca De Stefano di Reggio, la più potente della città insieme a quella dei Condello.

 

Le perquisizioni ordinate dalla procura di Napoli, che vede cinque indagati per riciclaggio (tra i quali ancora Balsito) invece, mirano a reperire documentazione sui rapporti finanziari tra Bonet, – legato a società finanziarie con interessi anche in Campania – e il tesoriere della Lega Nord, con cui sarebbe in rapporti economici.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2012
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