Berti e la riscossa dei delusi dalla politica

Fervente sostenitore di Berlusconi fino al 2008 oggi si presenta come candidato sindaco del Movimento 5 Stelle: "La rete mi ha cambiato la vita"

E’ stato un fervente berlusconiano fino al 2008 poi ha detto basta. Daniele Berti è il candidato legnanese del Movimento 5 Stelle e la sua metamorfosi ce la racconta lui stesso: «Ho 48 anni, sono sposato da 23 anni e ho tre figli. Ho sostenuto Berlusconi fermamente fino a 4 anni fa poi ho scoperto la rete che mi ha cambiato la vita». Così definisce l’incontro con Beppe Grillo e i meet up, creatura primordiale poi sfociata nel Movimento 5 Stelle e nata proprio sul blog del comico genovese.

 

Berti è un personaggio eclettico, nella vita fa il mobiliere ed è nato a Legnano da una famiglia veneta, emigrata nella città delle fabbriche per lavorare.

«Ho vissuto nelle case operaie dell’onorevole Dell’Acqua, padrone del cotonificio omonimo e ne sono orgoglioso».

Come vede la città di Legnano oggi?

«Legnano è una bella scatola senza un’anima. Per conoscerla davvero bisogna appassionarsi e stare tra la gente, ascoltando gli umori e i problemi che la gente ha nel vivere quotidiano. Negli ultimi 20 anni, invece, si è cementiificato tutto nel nome del rinnovamento, per liberare la città dagli scheletri delle vecchie fabbriche ma oggi cosa rimane? A occhio ci sono 3 mila appartamenti vuoti. Il troppo cemento non è servito ai cittadini ma a pochi costruttori».

Che tipo di programma portate avanti come Movimento 5 Stelle?

«Le nostre sono parole d’ordine: comunicazione sulla rete, trasparenza, aria pulita, riciclo spinto dei rifiuti, energia, nuova mobilità e legalità. In particolare su quest’ultimo punto voglio essere chiaro: la legge va rispettata da tutti, anche dai rom. Lo ribadisco perchè sono stato messo in croce per queste parole (il riferimento è alla polemica scoppiata prima dell’inizio della campagna elettorale, ndr)».

Quali sono i problemi più importanti da affrontare in città?

«Bisogna fermare la cementificazione, il che non vuol dire che non si costruisce più ma con un certo criterio. La città ha bisogno di un centro sportivo vero, ad esempio, e secondo noi è necessario reindirizzare i costruttori edili verso ciò che serve e non verso altre “aree Cantoni”. Poi vorremmo fermare il traffico una volta al mese in una zona diversa della città per creare momenti di silenzio nei quali non si deve muovere nemmeno un motore. In contemporanea vorremmo realizzare percorsi ciclabili in tutta la città per cambiare il modo di muoversi dei legnanesi»

Il Palio di Legnano. Come la vede un candidato del Movimento 5 Stelle?

«Mi piace come evento sociale e sarebbe bello se fosse più partecipato dalla città. Abolirei immediatamente tutta la parte “vip” e non a caso ho organizzato, contro la serata di gala che si tiene ogni anno, un contro-galà con una festa di piazza, popolare. Non ha avuto molto successo ma è chiaro che la mia era solo una provocazione».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 aprile 2012
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