“Bici in Busto” vola: 50 abbonamenti in una settimana

Primi successi per il bike sharing cittadino che conta già molti abbonati mentre le richieste di informazioni si moltiplicano. Gli utenti più interessati sono legati alle stazioni cittadine mentre per chi abita fuori dal centro le biciclette pubbliche rimangono un miraggio

Già dalla sua presentazione, in molti erano pronti a scommettere sul fallimento di “bici in Busto”, il bike sharing cittadino attivo dal 14 aprile scorso e costato 210mila euro. Ma la scommessa sarebbe già persa. A meno di due settimane dalla partenza, infatti, i primi dati sono molto positivi grazie alla cinquantina di abbonamenti annuali già sottoscritti. «Il brutto tempo certo non ha aiutato -dicono i responsabili della piscina Manara che, insieme all’ufficio relazioni con il pubblico dei Molini Marzoli, si occupano dell’abbonamento al servizio- ma appena esce un po’ di sole siamo presi d’assalto dai cittadini». Le richieste di informazioni, tra Agesp e URP, sfiorano ogni giorno la trentina segno che l’interesse dei bustocchi è alto. Chi si abbona poi «lo fa annualmente perchè è la soluzione più conveniente: con 15 euro all’anno si ha anche la prima ora di utilizzo gratuita», spiegano sempre da Agesp dove hanno sottoscritto un contratto con 40 persone. Al momento le uniche difficoltà si riscontrerebbe con qualche carta regionale dei servizi (che serve per prelevare le bici, ndr) ma gli inconvenienti sarebbero già sulla via della risoluzione.

Anche se dati certi non ce ne sono e non è ancora possibile calcolare la media dei prelievi giornalieri, le direttrici che al momento sembrano più gettonate sono quelle che coinvolgono le due stazioni cittadine mentre “l’utente tipo” è principalmente il lavoratore del centro città. E non potrebbe essere diversamente. Escludendo infatti la postazione dell’ospedale, tutte le altre sei sono concentrate nel fazzoletto di terra che comprende le due stazioni, il mercato, il municipio e le piazze santa Maria e san Michele. Ed è proprio questo il tallone d’Achille per “Bici in Busto” con interi quartieri -più o meno periferici- che non sono toccati dal servizio. Ma anche altri punti sensibili come le scuole sono attualmente al di fuori del bacino di potenziali utenti e, a giudicare dai problemi di Stie, una bicicletta agli studenti potrebbe tornare molto utile. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2012
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