Bici in controsenso: “Caro sindaco, anche a Varese si può”

Il Ministero accoglie la sollecitazione della Fiab e Ciclocittà rilancia a Varese la proposta: consegnato a Fontana il documento dell’associazione varesina dei ciclisti urbani

In bici nel centro di Varese, anche in controsensoSi al doppio senso "limitato" alle biciclette nelle strade a senso unico: il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, accogliendo una sollecitazione della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha dato in questi giorni parere positivo alla possibile circolazione in bicicletta nei due sensi di marcia in strade a senso unico.

Una soluzione tecnica che può essere applicata con provvedimento amministrativo del Comune, così si legge nella nota ministeriale, "su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante".


Ciclocittà Varese, aderente alla Fiab, esprime soddisfazione per il parere tecnico e rilancia all’Amministrazione Comunale la proposta di istituire il doppio senso di circolazione, riservato alle biciclette, in alcune strade a senso unico della città.
Già nel 2010 infatti l’associazione varesina dei ciclisti urbani aveva diffuso un documento, consultabile sul proprio blog, in cui segnalava la situazione adatta in particolare all’interno del ring centrale, per esempio in via Como e via Cavour.

«Ora chiediamo alla Giunta – spiega Beppe Ferrari, presidente di Fiab-Ciclocittà, consegnando al Sindaco il documento – di attuare questo provvedimento nel maggior numero possibile di strade a senso unico. Contribuirebbe a rendere la mobilità ciclistica più diffusa, agevole, sicura e, quindi, preferenziale in ambito urbano.”

Una soluzione che è già stata introdotta in molti Paesi Europei come Francia, Austria, Svizzera, Germania, e anche in alcuni Comuni italiani, tra cui Reggio Emilia. «Perché è applicabile facilmente e con esiguo impegno finanziario – conclude Ferrari – consentendo così al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, senza dover seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2012
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