Bossi: “Roma farabutta”. E poi via verso Milano

Il leader della Lega lascia la sua villa a mezzogiorno. Cronaca di una mattinata a Gemonio fino alla partenza del Senatùr che attacca la capitale ma avverte: «Va ricostruita una vicenda oscura»

Uno sguardo rapido tra gli uomini di scorta è il segnale. Umberto Bossi sta per uscire di casa, direzione via Bellerio a bordo di un’Audi nera che gli abitanti di Gemonio hanno imparato a conoscere al pari della Bmw grigia su cui viaggiano gli agenti che accompagnano il Senatùr come un’ombra. Una vita parallela la loro, fatta di panini al vicino Sesi Bar e di qualche puntata a Laveno dove un altro bar, il Bellevue che guarda sul porticciolo, ospita le serate serene di Bossi, quelle quasi normali, lontano da comizi e appuntamenti.
Strano il rapporto del leader della Lega con il territorio in cui vive. La sua presenza si avverte, il suo passaggio si vede ma la vita del paese ha continuato a scorrere senza grandi intromissioni né sue né della famiglia. Anche per questo stamane, al momento della sua uscita di casa, c’erano solo poche persone a salutarlo.
In tanti invece gli operatori della carta stampata e ancor più delle televisioni, voraci di notizie e di opinioni riguardo un concittadino ingombrante, nel bene come nel male. La piazza della Vittoria oggi è un viavai: il tempo è bello, posta e bar sono aperti e così la chiesa di San Rocco più frequentata del solito per via del Venerdì Santo.
Tra i gemoniesi ci si divide: qualcuno ci tiene a dire la sua e in genere è chi parteggia per Bossi («A Roma sono molto più dei porcelloni» tuona al bar il folkloristico Luigi; «Prima è toccato a Berlusconi, ora a lui» spiega un’altra signora pur aggiungendo «Certo che se è vero è un grande dispiacere. Io sto con Bossi ma forse lui non poteva sapere tutto»). Altri evitano le domande o prendono le distanze, anche se le telecamere richiamano curiosità anche tra i più schivi. In sezione ci sono Salvatore Palazzo e Claudio Bodini, militanti e consiglieri comunali: quest’ultimo guidava l’ambulanza in quella mattina del 2004 quando Bossi era sospeso tra la vita e la morte nella corsa all’ospedale di Cittiglio, con le strade imbiancate di neve. Sono loro a mostrarci qualche cimelio come la bandiera autografata dal capo il giorno dell’inaugurazione della sede. C’è anche Carletto, padrone di casa e primo a sentire il botto che ha mandato in frantumi la vetrina "padana" nel dicembre 2010. Passa l’inviata di Sky e c’è tempo per scherzare («Una ragazza da sposare: è l’unica che fa parlare gli uomini…») ma è ovvio che l’atmosfera rimane d’attesa, velata di tristezza.
Poi, appunto, la scorta si muove e in pochi istanti è ancora il lider maximo a prendersi la scena. L’esordio non è dei migliori, un «Vaffanculo» appena si sente chiamato nel momento in cui sta per salire in auto. Ma forse è solo un modo per richiamare l’attenzione, perché da lì in avanti Bossi risponde a tutte le domande che gli vengono poste, e non sono poche. La barba, stranamente, non è fatta ma la rasatura ha meno di un giorno; gli occhiali sono inforcati storti e da un lato sono appoggiati all’orecchio. Però la voce è ferma, seppur flebile, e tutto sommato il piglio del Senatùr è buono e vivace. Gli slogan non mancano: «Roma farabutta ci ha mandato questi magistrati» tuona davanti alle telecamere, ma oltre agli strali ci sono frasi che disegnano la strategia futura. «Oltre a Roma ci guarda la base, e quindi dobbiamo fare le cose giuste, quelle che interessano alla gente. Stefani (il nuovo tesoriere del partito ndr) deve ricostruire una faccenda molto oscura, anche l’avvento di questi qui che poi si scoprono legati alla mafia. Gli stessi che lavorano per imprese di Stato che producono armi». L’ultima difesa è per il figlio Renzo, il trota, che però non si fa vedere: «Mi ha provato che l’auto è sua e l’ha comprata con i suoi soldi. Le accuse sulla ristrutturazione della casa? È tutto falso» e spiega come certi lavori siano stati rifatti per un balcone su cui filtrava acqua.
Poi via verso Milano, per un incontro con Bobo Maroni che prima salterà all’improvviso e poi verrà effettuato nel tardo pomeriggio. E le tv riprendono la diretta da Gemonio, forse per l’ultima volta.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2012
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