Ci sono alternative al governo Monti?

Il premier è una persona seria, normale direi, e oggi la normalità stupisce ed impressiona perché non siamo più abituati. Da questo stupore nasce il suo consenso, nonostante la durezza e l’iniquità dei suoi interventi

C’è sicuramente una domanda che serpeggia tra gli italiani in questo momento: come mai il governo Monti ha un così grande  consenso nonostante le manovre lacrime e sangue sui conti fatte fin qui e le manovre sulla crescita economica non fatte fin qui?

E’ fuor di dubbio che gli interventi sui conti pubblici fossero indispensabili e vitali per non scivolare in una dimensione “greca” ma è anche vero che – avendo un parlamento a maggioranza berlusconiana – Monti ha scelto la via più facile di prelevare soldi dove era più facile e più rapido. Poi ha messo in campo una riforma delle pensioni draconiana che nessun politico in cerca di consenso sarebbe riuscito a realizzare. E ora tergiversa cercando idee per rilanciare l’economia italiana, senza ancora aver messo sul piatto qualcosa di veramente sostanzioso ed efficace.
Quindi da dove viene tutto questo sostegno e consenso?
Probabilmente deriva dalla mancanza di alternativa che la politica offre. Accettiamo Monti perché è meglio della migliore politica possibile che in questo momento si trovi nel mercato italiano. 
Abbiamo sofferto il degrado della politica, abbiamo patito gli interessi personali messi prima dell’interesse pubblico, abbiamo subito il teatrino della politica dove si  litigava sul nulla senza parlare delle cose fondamentali, abbiamo assistito all’occupazione della Rai, dei posti pubblici, agli stipendi d’oro dei manager pubblici che producevano perdite e non profitti, al salvataggio dell’Alitalia con socializzazione delle perdite e privatizzazione dei benefici, alla proliferazione di leggi ad personam, al degrado delle festicciole con carabinieri che scortano escort, alla nomina degli amici nei posti chiave, all’appiattimento del pensiero critico giornalistico, allo schiacciamento dei salari (con relativo indebitamento delle famiglie ed erosione del risparmio) e la lievitazione esponenziale dei profitti da attività finanziarie e alla negazione della crisi che veniva oltre…… solo per dirne alcune.
Il governo Monti mette in campo persone serie, normali, che parlano quando hanno dati e cose da dire, che studiano i dossier e poi formulano proposte, che si occupano dell’interesse generale e non particolare, che discutono e poi agiscono, che danno nuovamente credibilità ad un paese ridicolizzato in tutto il mondo, che ripristinano un linguaggio e un modo adeguato a trattare della cosa pubblica,  ristabiliscono uno stile fatto di forma e di sostanza, poiché la gestione della cosa pubblica dovrebbe essere uno dei servizi più alti che onorano chi ha la capacità, la competenza e la forza di svolgerlo.
Ma l’Italia di questi anni (e forse non solo di questi ultimi) ha trasformato la politica in una grande lotteria: chi arriva in quello scranno ha vinto il premio, ci sono i privilegi, il potere, i soldi, si fa parte di un élite privilegiata, si è finalmente “arrivati” e tutti i benefit che si ricevono fanno perdere il contatto con la realtà di quel popolo che ti ha mandato lì. Con la scusa che il singolo conta poco e contano i partiti ma ancora di più le logiche dei grandi poteri della finanza e del capitale,  il politico galleggia in uno spazio fuori dalla realtà, imbottito di privilegi, salvaguardando il suo posto, il suo reddito e il suo potere. Così lo scollamento tra mandato e ruolo si compie e da questa frattura nasce l’humus in cui matura e cresce l’antipolitica, la nausea e lo schifo per tutti coloro che hanno abusato del loro posto e che si sono eretti a casta e hanno perso ogni contatto con la vera missione della politica: il bene collettivo.
Monti è una persona seria, normale direi,  e oggi la normalità stupisce ed impressiona perché non siamo più abituati. Da questo stupore nasce il suo consenso, nonostante la durezza e l’iniquità dei suoi interventi. Forse gli italiani si sono accorti che è mille volte  meglio un Monti serio piuttosto che quei politici strilloni che non combinano proprio nulla , quando non stanno cercando di gestire gli affari propri con le risorse pubbliche, oscurando anche i molti che probabilmente sono onesti e ancora credono nella “missione” del servizio pubblico.
Se non cambia nulla il signor Monti da Varese potrebbe governare l’Italia con vero consenso ancora per molti anni e non solo per pochi mesi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2012
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