Cisl: “Da questa crisi o si esce insieme o non si esce”

La segreteria della Cisl fa il punto della situazione sulla riforma del lavoro e sulla disoccupazione in provincia che è al 7,7% , il dato peggiore della Lombardia. Sono 500 le domande di esodati che giacciono presso l'Inps, ma a breve dovrebbero diventare 2.500

«Questa provincia deve fare di più o si esce insieme o non si esce». L’appello a fare quadrato in una situazione drammatica per l’economia della provincia arriva da Carmela Tascone e dalla segreteria della Cisl varesina. I rischi nell’immediato sono molti anche per un territorio che fino a ieri era considerato di eccellenza. E’ aumentata la disoccupazione, passando dal 5,3% del 2010 al 7,7% del 2011, i più colpiti sono giovani (22.000) e donne (il 9% dei disoccupati). «La nostra provincia è quella messa peggio in Lombardia – continua Tascone – e anche se siamo sempre ai primi posti per quanto riguarda la formazione continua, c’è un rischio di un rallentamento dell’azione complessiva».
In provincia di Varese nel 2011 sono stati messi in mobilità 4.703 lavoratori, in maggioranza uomini che lavoravano in piccole imprese del manifatturiero, per lo più aziende tessili e metalmeccaniche. Nessun settore è stato risparmiato dalla crisi, la mobilità ha infatti colpito anche 699 lavoratori del commercio e 701 dell’edilizia.
La Cisl, che partecipa al percorso di “Varese 2020”, ha portato al Tavolo di concertazione provinciale una serie di proposte per aiutare le famiglie in un momento così difficile per il lavoro. E siccome non c’è tempo per le dichiarazioni di principio, da via Bernardino Luini vengono suggerimenti pragmatici. «Bisognerebbe prevedere – continua il segretario della Cisl – forme premianti per le aziende che, anzichè usare ammortizzatori sociali tradizionali, utilizzano forme alternative, come i contratti di solidarietà, le riduzioni di orari  e il part time».
Posto che per la Cisl l’equilibrio raggiunto dal governo e dalle parti sociali sull’articolo 18 non va toccato, il giudizio complessivo sulla riforma è positivo, anche se alcuni punti potrebbero essere migliorati, a partire dalla formazione per il ricollocamento dei lavoratori over 50 fino al raddoppio, da sei mesi a un anno, del periodo per la ricerca di lavoro dei lavoratori immigrati.
E poi c’è tutta la partita degli esodati: le domande depositate all’Inps di Varese sono 500, ma mancano all’appello tutte quelle che andranno «a maturazione» nei prossimi mesi. La Cisl non vuole «sparare cifre a caso» ma se a livello nazionale – secondo i dati forniti dal Governo – gli esodati sono 65 mila, allora è presumibile che a Varese siano quasi 3 mila. «Una partita non più dilazionabile – conclude Tascone – ed è anche per questo che abbiamo chiesto di incontrare i consiglieri regionali e i parlamentari del Pd della nostra provincia». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2012
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