E Agesp si dimentica il referendum

Contro l’apatia dei vertici Agesp nell’applicazione degli esiti referendari, anche a Busto nasce il comitato per l’acqua bene comune

Lo scorso giungo, sono stati 27 milioni a votare “si” ai due quesiti referendari sull’acqua pubblica ma oggi, a quasi un anno, nulla sembra muoversi. Anzi. «La direzione che sta prendendo la Provincia di Varese e il presidente Galliva dalla parte opposta», sostiene Roberto Guaglianone del “comitato varesino per l’acqua pubblica”. La provincia di Varese, infatti, starebbe puntando secondo quanto votato all’unanimità il 20 dicembre scorso alla gestione in-house tramite ente di diritto privato. In sostanza «i privati rientrerebbero nella gestione delle aziende con capitale pubblico» e questo sarebbe «in contrasto anche con una recente decisione della corte costituzionale» che traccerebbe la strada della “azienda speciale”.

E il tema della messa in atto del referendum non pare interessare né ai dirigenti di Agesp, né a quelli di Prealpi Servizi. Il presidente di Agesp spa, infatti, durante un’interrogazione ha illustrato in termini piuttosto vaghi la questione, parlando di “una normativa, mi sembra regionale, imponeva alle province entro una certa data, se non sbaglio il 31 dicembre 2011, la costituzione di un ente provinciale unico di gestione”.
L’appello del comitato è quindi rivolto ai cittadini di Busto che vogliono riunirsi per chiedere il ritiro della Provincia di Varese della proposta di gestione “in-house”. L’appuntamento è nella sede di Legambiente il 9 maggio prossimo alle 21 per la costituzione formale del comitato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2012
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