Finalmente ho cenato con la mia bambina

Pubblichiamo il post su Facebook di Alexandra Bacchetta: racconta sul social network a tutti coloro che l’hanno seguita in questa battaglia le proprie sensazioni, decisa comunque a non mollare per lei e per tutti gli altri che aspettano risposte dalle istituzioni

Pubblichiamo il post su Facebook di Alexandra Bacchetta, l’imprenditrice che ha scioperato a lungo per rivendicare il proprio diritto ad avere i risarcimenti che le spettano dopo l’alluvione che ha distrutto il suo ristornate nel luglio 2009. Alexandra ha interrotto lo sciopero della fame e racconta sul social network a tutti coloro che l’hanno seguita in questa battaglia le proprie sensazioni, decisa comunque a non mollare per lei e per tutti gli altri che aspettano risposte dalle istituzioni
 
Cari Amici. Finalmente ho cenato con la mia bambina, i miei genitori ed i miei dipendenti, come facciamo sempre, ad un unico tavolo, come una grande famiglia. Vi ringrazio tutti, per la vicinanza e la solidarietà che mi avete dimostrato. Adesso però non bisogna mollare perchè la cosa più importante non deve essere il fatto che io abbia preso la decisione di interrompere o meno il digiuno. Molto più importante è il fatto che attraverso un dialogo dai toni pacati, volto più alla ricerca della collaborazione che dell’attacco, si sta arrivando a concretizzare una risposta positiva. E’ da ottusi scaricare tutte le colpe di questa Italia su altri. Una grande responsabilità è insita negli atteggiamenti di chi critica e non agisce. Adesso, ad esempio, mi aspetto che gli altri 430 alluvionati (di cui solo 4 persone mi hanno dimostrato solidarietà), si accodino pretendendo risarcimenti. Peccato che nessuno abbia risposto un anno e mezzo fa, quando su tutti i giornali richiesi pubblicamente di unirci per far sentire la nostra voce. Peccato che nemmeno 100 di questi non si siano presentati in presidio piazzandosi con me a dimostrare per i loro diritti. Sapete cosa vi dico? Non fa niente, faremo comunque l’associazione, proprio per stimolare quello spirito di civiltà che oggi manca. Quanti vorranno partecipare, saranno i benvenuti… Ma attenzione: non ci sarà tempo per perdersi in accuse e discorsi che non portano a niente se non a creare anche nelle nostre giovani generazioni uno spirito di disattesa e delusione nei confronti del nostro Paese. Cerco persone desiderose di fare, con la volontà di credere e di rendersi veramente utili. È inutile perdersi in critiche distruttive, cerchiamo di agire! Un Grazie di cuore a tutti voi che in questi giorni mi siete stati vicino. Questa è l’Italia che conta.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2012
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