“Ho comprato un biglietto Livingston prima del fallimento. Vorrei usarlo”

Paolo Capineri abita in Toscana: pochi giorni prima del blocco delle operazioni della "vecchia" Livingston ha acquistato il biglietto direttamente dalla compagnia: una scelta che l'ha escluso dai rimborsi

Una vita tra Italia e Brasile e la fiducia nella "sua" compagnia di riferimento, la Livingston: Paolo Capineri abita a Licciana Nardi in Toscana ed è uno dei viaggiatori rimasti danneggiati dal fallimento della "vecchia" Livigston, che ha cessato le operazioni a ottobre del 2010
Paolo ha una compagna originaria del Brasile, la Livingston è stata sempre il vettore di riferimento per volare in Sud America: «Ho acquistato un biglietto di andata e ritorno per Fortaleza da Milano Malpensa direttamente alla ex compagnia Livingston, 20 giorni prima del fallimento» spiega. Il volo era fissato per il 3 di novembre 2010. Dopo la brutta notizia del blocco delle operazioni, Capineri si è mosso per ottenere il risarcimento: «Ho fatto le varie richieste tramite associazioni del consumatore, per finire avevo fatto anche la richiesta al passivo della compagnia presso il Tribunale di Busto Arsizio, senza aver più nessuna notizia».

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Poi Paolo ha letto l’articolo sull’acquisto della compagnia Livingston da parte di Riccardo Toto e ha cercato di contattare la compagnia ritornata in attività, con nuovo brand bianco-blu (in luogo del bianco-arancione-grigio del passato): «Ho scritto, iniziando con un augurio di un buon futuro lavorativo e in fine richiedevo (visto che quando si aquista una compagnia si aquistano debiti e crediti) quando potevano farmi usufruire del mio biglietto di andata e ritorno per il Brasile». E qui è saltata fuori l’amara sorpresa, riportata nella mail della compagnia: "Ci spiace informarLa che New Livingston S.p.A. non ha acquistato né crediti, né debiti di Livingston S.p.A. in A.S. Peraltro, come a Lei certamente noto, la c.d. Legge Marzano escluderebbe in ogni caso la responsabilità dell’acquirente per i debiti della società in amministrazione straordinaria, visto il preminente interesse al riequilibrio dei livelli occupazionali (con tutti gli oneri economici che ne derivano)». Insomma: niente volo per il Brasile, niente rimborso. Del resto il fallimento della "vecchia" Livingston ha danneggiato anche altri soggetti, come ad esempio i fornitori, anche quelli locali.

Per molti viaggiatori, però, le cose non sono andate in realtà così male. Ma la posizione di Capineri – cliente singolo, non appoggiato ad alcuna agenzia, si è rivelata la peggiore: «Sono tra i pochi che hanno comprato i biglietti direttamente dalla compagnia, gli altri che hanno acquistato i biglietti mediante tour operator sono stati poi rimborsati dagli stessi tour operator». Ecco perchè oggi si rivolge alla compagnia nella speranza di un gesto "di cortesia" verso di lui che è stato un cliente storico: «Non credo che siamo in migliaia ad essere in questa situazione, spero possano intervenire».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2012
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