I 10 samurai della guerra di successione padana

Chi è la Dal Lago? Che fine ha fatto Giorgetti? Che cosa farà il Trota? Se vi siete persi qualcosa, ecco a che punto sono i personaggi dello scontro politico giudiziario. Compreso qualcuno di Varese

Vi siete persi qualcosa nella travagliata storia della Lega Nord? Ecco un riassunto di tutti i protagonisti, a che punto sono e che cosa faranno domani. 

Umberto Bossi
Il generale è stanco. Capo storico, ma fischiato e messo in discussione dopo il guaio del Trota e dei soldi alla famiglia. Ha fatto dimettere il figlio dalla politica, ha chiesto scusa ma non vuole farsi da parte. La segretaria di via Bellerio dice che lui sapeva delle spese per la sua famiglia. Il vero obiettivo dei maroniani è toglierlo di mezzo e farlo diventare un politico dal grande passato. Capire che cosa farà è, come sempre, impossibile.

Roberto Maroni
Il colonnello prende il potere. E’ molto soddisfatto di quello che è accaduto nella Lega Nord negli ultimi giorni e lo ha scritto a chiare lettere sulla sua bacheca di facebook: «Questa è la Lega che voglio, questa è la Lega che riparte». Hanno cercato di buttarlo fuori a gennaio, ma ha organizzato una rivoluzione contro il cerchio magico. Ha ottenuto l’espulsione di Rosi Mauro, e il congresso al 30 giugno dove dovrebbe vincere a mani basse. Si è proposto come moralizzatore dopo le inchieste, anche se la cacciata della Mauro, che non è indagata, è stata interpretata da molti giornali come una vera e propria purga staliniana.

Marco Reguzzoni
Ritirata tattica. Ex enfant prodige della Lega Nord, molto legato a Umberto Bossi, è passato dalla presidenza della provincia di Varese, al parlamento, alla presidenza del gruppo alla camera, alle dimissioni. Ora è semplice deputato, si trova nella scomodissima posizione di nemico interno di Roberto Maroni, ed è accusato di cerchiomagismo.
Non ha votato l’espulsione della Mauro che considera un errore.


Giancarlo Giorgetti

Il silenzio è d’oro? Non si sente nominare da due settimane eppure è il segretario nazionale della Lega Lombarda. Non era molto visibile alla serata dell’orgoglio leghista a Bergamo ma c’era in via Bellerio durante l’ultimo consiglio federale, dove ha affermato che Rosi Mauro si è comportata in maniera irrazionale ma con carattere. Nelle ultime intercettazioni si fa riferimento anche a lui come persona al corrente degli errori commessi da Belsito ma il suo ruolo è ancora tutto da chiarire. Non partecipa alla resa dei conti maroniana, non era cerchiomagista. Da decifrare.

Rosi Mauro
Caduta in battaglia ma con l’onore delle armi. Prima era l’eminenza nera della Lega Nord, troppo vicina a Bossi, soprannominata "la badante", vicina di casa, amica della moglie. Il suo sindacato padano adesso scopriamo che non ha mai funzionato, ma nessuno dei capi l’ha mai criticata nella Lega, salvo negli ultimi giorni. La base l’aveva invece già condannata da tempo, la sua uscita di scena è stata cruenta ma ha mostrato orgoglio.

Renzo Bossi
Respinto con perdite. Da quando è apparso sulla scena ha collazionato solo gaffes. La Padania lo esaltava come il futuro della Lega Nord, in uno schema di partito familistico e feduale. E’ stato proprio lui invece a causare i guai al genitore. Con le multe, i diplomi, le lauree, le amicizie così così. Però fino una settimana fa lo lodavano tutti, indistintamente.

Manuela Dal Lago
“Ma chi è?” avevano scritto i giornali qualche ora dopo il suo ingresso nel triumvirato. La sua presenza è dovuta alla geopolitica della lega Nord che assegna ai veneti un ruolo paritario rispetto ai lombardi.
L’ascesa di Maroni come triumviro dominante rischia di non darci il tempi di abituarci alla sua immagine rassicurante.


Roberto Calderoli

Triumviro eccentrico, è uno dei capi del partito anche in questo momento, ma nelle carte dei pm compare anche il suo nome in una posizione ancora tutta da valutare. Non è indagato.
I maroniani varesini lo fischierebbero volentieri ma fino a prova contraria dovranno tenerselo. Attende il corso degli eventi.


Maurilio Canton

Ha stabilito un record. Tra qualche mese forse nessuno fuori da Varese si ricorderà di lui, ma è stato l’unico politico del mondo a finire in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali per essere stato nominato segretario provinciale del suo partito.
E’ da lì però che è cominciata la fase più acuta della guerra tra maroniani e cerchio magico.


Matteo Salvini

In grande ascesa.
Compare in tutti i talk show, è la faccia nuova dei Marony boys.
A Varese cantava anche lui i cori contro Rosi Mauro.
Anzi, li dirigeva.


Francesco Speroni

Fedelissimo bossiano della prima ora, suocero di reguzzoni, a Bruxelles da molti anni e non partecipa alle lotte di corrente.
A Bergamo era sotto il palco, ma se Bossi lascia è destinato a pagare dazio, e tornare a Busto Arsizio dove perlaltro è già da anni in consiglio comunale.  
 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2012
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