I No Elcon: “Sindaco faccia di più, dica di no”

Il comitato ValleOlonaRespira apprezza lo spirito della lettera che Farisoglio ha inviato ai cittadini sull'impianto di trattamento rifiuti chimici ma chiede di più

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del comitato "Valle Olona Respira" che si è formato da pochi giorni contro l’installazione nel polo chimico di Castellanza di un impianto per il trattamento dei reflui chimici proposto dalla società Elcon Recycling. 

In questi giorni è stata diffusa presso tutti i cittadini di Castellanza una lettera firmata dal Sindaco Fabrizio Farisoglio e dagli Assessori riguardante la vicenda Elcon. Il Comitato ValleOlonaRespira intende innanzitutto manifestare apprezzamento per le garanzie che l’Amministrazione dice di assicurare; leggendo la lettera pare, infatti, che vi sia, almeno in linea di principio, una coincidenza di opinioni tra la Giunta, il comitato, e i cittadini che ne fanno parte. Tutti siamo impegnati affinché sul territorio di Castellanza e dei comuni limitrofi non sia realizzato alcun impianto industriale che possa “in qualche modo danneggiare la nostra salute o quella dei nostri figli”.
Preso atto delle rassicurazioni, il Comitato ValleOlonaRespira tiene a sottolineare alcuni punti non soddisfacenti nella gestione della vicenda, rivolgendosi, in particolare, al Sindaco e all’Amministrazione tutta.

Il progetto, è vero, non è ancora stato depositato in Regione. Siamo convinti, tuttavia, che anche in una fase preliminare come quella in cui ci troviamo si debba essere contrari alla realizzazione di un impianto del genere nell’area dell’ex polo chimico castellanzese. Una posizione così categorica è pienamente giustificata, a nostro avviso, dalle caratteristiche del territorio all’interno del quale l’impianto Elcon dovrebbe essere realizzato. Ne abbiamo già discusso in occasione dell’Assemblea del 14 aprile, alla quale il Sindaco non ha voluto partecipare, pur essendo stato invitato. Basti ricordare, in questa sede, che il polo chimico Ex-Montedison si trova nelle immediate vicinanze di abitazioni (1), in una zona vessata, per oltre un decennio, da industrie insalubri, che hanno inquinato gravemente sia il perimetro sul quale insistevano, sia il territorio circostante (2). Castellanza e l’intera area interessata dall’impianto, inoltre, presentano già delle criticità dal punto di vista dell’inquinamento ambientale. Il fatto che il progetto Elcon soddisferà sulla carta tutti i parametri di legge non è quindi una rassicurazione: aumenterebbe comunque l’inquinamento complessivo di un’area già fortemente provata (3).
Una è la domanda che ci poniamo e che con noi si pongono le migliaia di cittadini (non solo Castellanzesi) che in queste settimane si sono uniti al Comitato: perché si lascia aperta la possibilità di installare l’ennesima attività ad alto impatto ambientale in una zona densamente abitata (1), che ha già a lungo subito i danni di industrie inquinanti (2) e che, infine, si trova all’interno di una conurbazione già satura dal punto di vista dell’inquinamento ambientale (3)?

In conclusione, quindi, siamo convinti che la tipologia di interventi proposta da Elcon sia incompatibile con il territorio in cui andrebbe ad insediarsi e, in generale, non confacente con il futuro che ci auguriamo per la nostra città e per l’intero territorio della Valle Olona.

Il Sindaco e la giunta hanno il compito, conferitogli dai cittadini, di rappresentare le istanze della popolazione e il dovere di tutelare il bene comune; questo si traduce (anche) nella salvaguardia del territorio, salvaguardia che rende l’ambiente migliore ed elevata la qualità della vita. Da parte nostra, in quanto cittadini che esercitano il diritto di partecipazione alla vita del proprio comune, ci opporremo con forza alla realizzazione di qualsiasi attività che aggiunga inquinamento all’ambiente in cui viviamo.
Confidiamo che il Sindaco, espletando fino in fondo e con la massima trasparenza le sue responsabilità, voglia essere al nostro fianco ed esprimere un netto diniego all’insediamento di un nuovo impianto industriale che rappresenta un rischio per la collettività.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2012
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