I profughi cominciano a lavorare

È stato approvato e finanziato il progetto sperimentale di formazione/lavoro per gli asilanti dal Nord Africa nella città di Varese grazie alle sinergie tra il Coordinamento Migranti e l'assessorato alla Famiglia e Persona

Profughi al lavoro, per la città e per se stessi. È stato approvato e finanziato il progetto  sperimentale di formazione/lavoro per i profughi dal Nord Africa nella città di Varese.
Un progetto che comincia a dare qualche prospettiva agli asilanti ospiti in città ormai da un anno al Plaza Hotel, ma con davvero poche prospettive e attività in cui impegnarsi.
Adesso finalmente, grazie alle sinergie tra il Coordinamento Migranti (che ha sede presso le Acli di Varese e che coinvolge associazioni, sindacati e soggetti del terzo settore, attivi in forme diverse sul tema dell’immigrazione e della multiculturalità) e l’assessorato alla Famiglia e Persona presieduto da Enrico Angelini, nasce un attività sperimentale in grado di dare una prima formazione professionale ai ragazzi del Nord Africa che torna utile anche alla città.
Il progetto è reso possibile grazie ai fondi stanziati per ogni migrante ospite nel nostro paese. Una piccola quota di questi soldi, circa 2,5 euro su 46 giornalieri, dev’essere impiegata per attività sociali e proprio grazie a parte di questa quota si sono trovati i 18mila euro che servono per far partire questa nuova attività.
Il progetto è stato presentato questa mattina dall’assessore alla Famiglia e Persona Enrico Angelini, con il dirigente Francesco Spatola, Alessandra Pessina del Coordinamento Migranti, Giuseppe Furega dell’Hotel Plaza, Paolo Cassani del Colce, Giovanni Bandi referente Eda (Educazione adulti) Varese, Martine Illgen di Anolf, Giovanni Resteghini dell’Ufficio scolastico provinciale e Graziella Buglia del Banco Alimentare. E l’obiettivo è che, come spiega l’assessore Angelini, «la presenza dei profughi diventi un’opportunità e non un problema. E perché ciò accada servono dei fatti concreti e degli strumenti per conoscere e integrarsi sul territorio».

Concretamente la formazione/lavoro prevede un’attività che si divide in due parti: la prima comprende una serie di moduli teorici su norme, comportamenti e organizzazione del lavoro; la seconda prevede esperienze in situazione lavorativa, individuate in collaborazione anche con ASPEM.
I profughi saranno quindi impegnati in attività di pulizia di vie cittadine (con ASPEM) e in attività di manutenzione arredi (panchine) e di pulizia aree (con l’Attività Verde Pubblico). Sempre all’interno del progetto sono previsti interventi di mediazione/animazione culturale affidati all’ANOLF CISL e di formazione/lavoro affidati alla Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione Sociale (COLCE) di Varese.

In città sono oggi ospitati circa 60 migranti su invio della Prefettura di Varese, dei quali 43 ospitati presso l’Hotel Plaza di via S.Sanvito. I profughi che hanno aderito al progetto sono al momento 37: partirà un primo gruppo di 19 persone per tre mesi per un impegno in attività pratiche di massimo 18 ore settimanali. Poi il secondo gruppo per altri tre
mesi con le stesse caratteristiche. 
Alla fine del percorso di formazione/lavoro, sarà assegnato un contributo economico fino al valore massimo di 100 euro mensili commisurato alla presenza effettiva, all’impegno profuso e alla visibilità dei risultati. 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2012
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