Il boom dei contributi ai partiti: per 1 euro speso ne incassano 4

Dal 1994 al 2008 i contributi pubblici ai partiti sono stati pari a 2 miliardi e 253 milioni di euro a fronte di 579 milioni di euro di spese. Nel 1994 il rapporto tra spese e contributi era pari al 129 %, nel 2008 è salito al 456%

Negli ultimi 14 anni i contributi dello Stato ai partiti, se messi in rapporto alle spese sostenute dagli stessi, sono aumentati del 456,83%. Alle politiche del 2008 le spese totali ammontavano a 110 milioni di euro, mentre le forze politiche complessivamente hanno ricevuto 503 milioni di rimborsi. Un aumento superiore di circa dieci volte rispetto al 1994, anno in cui le spese dei partiti erano poco più di 36 milioni di euro e i rimborsi ottenuti  erano pari a 47 milioni di euro.
L’aumento esponenziale dei contributi pubblici ai partiti ha una ragione, dovuta ad una legge del 1999 che calcolava l’ammontare della cifra da destinare ai partiti moltiplicando 4mila lire per ogni abitante della Repubblica. Il problema è che quelle 4 mila lire, con l’entrata in vigore della moneta unica europea, le vecchie 4 mila lire sono diventate 5 euro.
In totale, dunque, negli ultimi 14 anni gli stanziamenti sono pari a 2 miliardi e 253 milioni di euro. I partiti, nel caso di ritardo nell’erogazione da parte dello Stato, ricevono anche gli interessi. Un’altra legge ha chiuso il cerchio dei rimborsi ai partiti, disponendo che, anche nel caso di interruzzione anticipata della legislatura, come è avvenuto ad esempio nel 2008, i rimborsi ai partiti vengano assegnati lo stesso. Nel 2008 la Lega nord ha ottenuto 41 miliardi di euro a fronte di 3 milioni e mezzo di spese; l’Udc di Casini 25 milioni di euro a fronte di 20 milioni di spese; il Pd 180,2 milioni di euro contro 180 milioni di euro a fronte di 18 milioni di spese; il Pdl ha ricevuto 206 milioni di euro a fronte di 68 milioni di spese sostenute.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2012
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