Il capo dell’esercito italiano: “Pronti a fare sacrifici”

Il generale Claudio Graziano ha visitato la caserma Ugo Mara delineando il futuro per le missioni in Afghanistan “che continueranno anche dopo il 2014” e spiegando i tagli alle spese richiesti dal governo

Cinque giorni. E’ questo il tempo che serve ai militari del Nato Rapid Deployable Corps (NRDC) della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona per prepararsi ad una missione. Ma per la prossima in programma, il preavviso è ben più lungo. Infatti saranno 200 i militari che tra dicembre e gennaio partiranno per l’Afghanistan e la preparazione di questa missione è già in corso da tempo.

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Il capo dell'esercito alla caserma Nato 4 di 8

Anche per questo motivo, oggi il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano Claudio Graziano è stato in visita ufficiale alla caserma di Solbiate. «Questa caserma è fondamentale per il suo ruolo -commenta il Capo dello SME ai cronisti dopo aver inaugurato un monumento dedicato a tutti gli alpini caduti in battaglia - perchè in caso di necessità rende disponibili forze in brevissimo tempo». E la missione che oggi il Generale Giorgio Battisti, capo dei ragazzi di Solbiate, sta allestendo per l’Afghanistan è una tra le più delicate. I militari infatti andranno a Kabul e da lì gestiranno la situazione per tutto il 2013, l’anno precedente alla fine -almeno sulla carta- di questa missione all’estero. «Oggi la situazione nel Paese sta migliorando – continua Graziano – e i talebani sono meno potenti» ma i militari afgani non sono ancora pronti a raccogliere il testimone e per questo «anche dopo il 2014 le forze dovranno rimanere nel Paese per molto tempo» con compiti addestramento e assistenza ai colleghi di quella delicata terra. E anche se il capo del nostro esercito si definisce «ottimista riguardo alla situazione nel Paese» la sensazione che sarà difficile pacificare il Paese viene efficacemente tradotta con il paragone che «l’Afghanistan non sarà mai come la Svizzera».

Ma anche se la caserma Ugo Mara ha un ruolo fondamentale nella gestione delle crisi internazionali, oggi tutti militari devono fare i conti con la crisi economica e gli uomini in tuta mimetica non sono certo esenti dai sacrifici chiesti al Paese. I 107mila militari in servizio nell’esercito italiano «verranno ridotti in maniera indolore, puntando nel breve periodo principalmente sui pensionamenti» che porteranno così i militari a quota 100mila mentre per ridurre i costi la strada sarà un’altra. «Punteremo sulla razionalizzazione delle spese di gestione, dismettendo ad esempio qualche caserma e accorpandone altre». E proprio per questo in un futuro non troppo definito è previsto che le 800 persone di stanza alla caserma Santa Barbara di Milano verranno trasferiti nella struttura di Solbiate.

Nel frattempo, comunque, il Generale assicura che «le risorse per tutte le missioni all’esterno ci sono» e che non verranno chieste ulteriori disponibilità economiche in questi tempi difficili. La certezza è comunque quella che «le nostre forze hanno il supporto della Nazione e questo è forse più importante delle risorse stesse.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2012
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