Il diritto e la lingua italiana. I casi di Croazia, Slovenia e Svizzera

Il tema sarà approfondito nel corso di un seminario del Centro di ricerca di diritto svizzero dell'Università dell'Insubria

In Croazia, Slovenia e Svizzera alla lingua italiana è riconosciuto carattere di ufficialità. Il volume: "Lo Statuto giuridico della lingua italiana in Europa. I casi di Croazia, Slovenia e Svizzera a confronto", edito da Giuiffrè, a cura dei professori Lino Panzeri e Maria Paola Viviani Schlein, rispettivamente docenti di Diritto costituzionale e Diritto pubblico comparato nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria, studia proprio la condizione della lingua italiana in questi tre Paesi europei.

Il Centro di Ricerca di Diritto Svizzero dell’Ateneo ha organizzato per lunedì 23 aprile 2012, alle ore 14.30, nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, a Como, un incontro di presentazione del volume, che sarà anche l’occasione per dibattere di questi temi con docenti italiani e stranieri.

«Il volume approfondisce lo studio della condizione giuridica della lingua italiana in Croazia, Slovenia e Svizzera, Paesi nei quali a detto idioma è riconosciuto, pur con notevoli differenze sul piano dei contenuti e su quello dell’efficacia territoriale, carattere di ufficialità – spiegano i professori Panzeri e Viviani Schlein -. L’esame, in particolare, si concentra sullo status accordato alla lingua italiana nel sistema scolastico, nella pubblica amministrazione, nell’amministrazione della giustizia e nei media, tentando, per ciascun Paese, di evidenziare le specificità dei diversi modelli di tutela adottati e le relative criticità. Da questa prospettiva, il dato che accomuna le tre realtà statuali, pur così differenti fra loro, si sostanzia nella frequente scollatura tra le garanzie normative esistenti, spesso avanzate, e l’effettivo impiego della lingua minoritaria: ciò rende necessario un ripensamento complessivo degli strumenti di protezione esistenti ed un loro costante aggiornamento, da operare anche considerando il fondamentale contributo offerto dagli strumenti di garanzia dei diritti operanti a livello continentale».

Parteciperanno all’incontro con gli autori anche i professori: Giorgio Conetti, Università degli Studi dell’Insubria; Francesco Palermo, Università degli Studi di Verona; Alessio Petralli, Gruppo di studio “Coscienza svizzera”; Fiorenzo Toso, Università degli Studi di Sassari e Ingrid Sever, preside della Scuola media superiore italiana di Fiume (Croazia). I lavori saranno presieduti dalla professoressa Barbara Pozzo, Università degli Studi dell’Insubria.

Agli avvocati partecipanti saranno riconosciuti due crediti formativi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 aprile 2012
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