Il neoclassicismo di Giuseppe Bossi al centro di un convegno

La docente di Storia dell'arte dell'Accademia di Brera Chiara Nenci ripercorrerà la figura del grande artista e critico bustocco, fu uno dei padri fondatori della Pinacoteca

Sabato 21 aprile alle ore 16.30 le Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna ospitano un incontro sul pittore Giuseppe Bossi, a cura di Chiara Nenci, docente di Storia dell’arte moderna presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. "Giuseppe Bossi (1777-1815) un artista bustocco nella Milano neoclassica" è il titolo dell’appuntamento, inserito nel programma della "XIV Settimana della Cultura" promossa da MiBAC, Mistero per i beni e le attività culturali.

Di antica stirpe bustocca, Bossi fu uno dei principali protagonisti del neoclassicismo milanese. Artista e critico d’arte, fu anche letterato e poeta. A Roma frequentò artisti come Canova, Felice Giani e Angelica Kauffman. Dal 1801 a Milano, diventa primo segretario dell’Accademia di Belle Arti. Durante il suo incarico, svolto sino al 1807, Bossi diede un’impronta personale e moderna all’insegnamento accademico e un grande impulso alla Pinacoteca, in via di costituzione. Studioso e bibliofilo, radunò una notevole biblioteca, che purtroppo andò dispersa dopo la sua morte, avvenuta nel 1815, a 38 anni. Artista rappresentativo di un neoclassicismo raffinato, temprato da un senso di umanità tipicamente lombardo, diede risultati di altissima qualità specie nei disegni, trattati come opere d’arte fini a se stesse, e rifiniti con acquarellature e lumeggiature a biacca.

Al Museo di palazzo Cicogna è presente un significativo gruppo di dipinti e disegni. Tra essi, un intenso ed espressivo Ritratto virile, e una scena di impostazione tipicamente neoclassica: Il sacrificio di Lucrezia romana. Quest’ultimo è stato di oggetto di un approfondito intervento di restauro, mentre è tuttora in corso il restauro conservativo di 12 disegni dell’artista.  Le informazioni dettagliate e le immagini delle opere di Bossi presenti nel museo di Busto si possono anche vedere e consultare da casa, tramite il sito www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte.

Di recente, infatti, a cura dell’Ufficio Cultura–musei, è stata realizzata la catalogazione di 110 opere del patrimonio civico, tra cui appunto quelle delle opere di Bossi, tramite il sistema catalografico SIRBeC di Regione Lombardia (Sistema Informativo Regionale dei Beni Culturali).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2012
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