Il tesoriere della Lega si dimette

Giornata nerissima per il Carroccio. Francesco Belsito è indagato per appropriazione indebita, truffa aggravata ai danni dello Stato e riciclaggio. Bossi: "Denuncerò chi ha usato i soldi del partito per la mia casa"

Al termine di una giornata nera per la Lega Nord, cominciata con l’ispezione di carabinieri e guardia di finanza nella sede di via Bellerio a Milano, il tesoriere Francesco Belsito si è dimesso dal suo ruolo all’interno del partito. Il tesoriere del partito di Bossi è indagato per le ipotesi di reato di appropriazione indebita, truffa aggravata ai danni dello Stato e riciclaggio. Sono anche indagate, in un’operazione congiunta tra le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, alcune delle persone che hanno gestito le contestate operazioni finanziarie della Lega in Tanzania e a Cipro.

Ad accogliere positivamente la notizia delle dimissioni di Belsito è Roberto Maroni: «È una buona notizia – ha detto l’ex ministro del Carroccio – adesso bisogna andare fino in fondo e fare pulizia dentro il partito, cominciando dalla nomina di un nuovo amministratore capace di aprire tutti i cassetti».
Ma sulla vicenda è arrivato anche il commento di Umberto Bossi riportato dall’agenzia Ansa: «vogliono colpire la Lega e quindi colpiscono me. Mi sembra che sia iniziata la campagna elettorale», ha detto il Senatur, spiegando di essere stato lui stesso «a chiedere a Belsito si dimettersi, per fare chiarezza». «Denuncerò – ha aggiunto Bossi – chi ha utilizzato i soldi della la padaniaLega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cosa».  Ha detto il segretario leghista riferendosi a quanto emerge dall’inchiesta dei magistrati secondo cui parte dei fondi sarebbero serviti a pagare i lavori di ristrutturazione della villa di Gemonio di Umberto Bossi.

La Padania non poteva tacere la bufera che si è abbattuta in via Bellerio e a Gemonio. "Allungano le mani su Bossi per fermare un popolo". Questo è il titolo del giornale in edicola mercoledì mattina. "C’è sempre qualcuno a cui giova mettere in discussione la politica, gli uomini che hanno dato una speranza di cambiamento nel Paese e messo a rischio la tenuta del sistema che ha ipotecato la democrazia".  Scrive Stefania Piazzo sulla prima pagina del giornale della Lega. "Hanno detto – continua l’articolo – che quello su cui indagano tre procure non è un secondo caso Lusi, ma che dei fondi sarebbero stati destinati a Umberto Bossi e alla sua famiglia. Poi, però, hanno anche detto che né il segretario né la sua famiglia sono indagati. Intanto la corazzata del fango è partita".
Insomma, il carroccio cerca di far quadrato intorno al suo leader e, a partire dal giornale, si avanza la tesi che nel mirino della Magistratura non ci sia Belsito, ma la vita stessa della Lega.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2012
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