In Comune un registro per scegliere o meno l’accanimento terapeutico

Approvata dal consiglio comunale la mozione della maggioranza che prevede l’istituzione del “Registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari”. Contrario il sindaco: "Valuteremo"

A Saronno sarà istituito il “registro delle dichiarazioni anticipate di volontà”. Non un veroregistro del testamento biologigo, come hanno spiegato in consiglio, ma un documento dove si può dichiarare ufficialmente se si accetta o meno di subire “accanimento terapeutico” in caso di rianimazione. Lo ha deciso il consiglio comunale nella seduta di lunedì sera, ma non senza confusione e polemiche, considerando che la mozione è stata votata dalla maggioranza di centrosinistra, ma non in maniera compatta.
Oltre all’opposizione (Lega Nord e Popolo delle Libertà, Unione Italiana) hanno votato contro il documento anche il sindaco Luciano Porro, il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi e il consigliere Antonio Barba.

Dopo oltre due ore di discussione sulla mozione presentata dalla maggioranza (inizialmente dai Socialisti, poi firmata da tutti i capigruppo Pd, Tu@Saronno, Idv) sono stati presentati diversi emendamenti, l’ultimo dei quali prevede proprio l’istituzione del “Registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari” come scritto nell’oggetto della mozione. Il documento però inizialmente prevedeva soltanto di suggerire all’amministrazione comunale l’avvio «di un percorso di verifica e di valutazione delle diverse opzioni possibili per l’attivazione di un registro». Il testo durante la serata è stato cambiato inserendo «l’istituzione di un registro». La mozione approvata recita quindi che il conisglio comunale dà mandato all’amministrazione
«di avviare al più presto le procedure necessarie per l’istituzione del Registro delle Dichiarazioni Anticipate di trattamento nel Comune di Saronno; di attivare iniziative di comunicazione idonee a far conoscere l’esistenza del Registro, quando sarà istituito, ai cittadini e agli operatori sanitari; di attuare concreti interventi per sollecitare nelle più opportune sedi lo Stato Italiano affinchè colmi il vuoto legislativo sul tema del testamento biologico riconoscendone il pieno valore giuridico». 

Il sindaco Luciano Porro ha motivato la propria posizione spiegando che «non ritengo sia compito del consiglio comunale istituire questo registro, ma deve essere il Ministero a farlo a livello nazionale o il Parlamento a demandare nel caso la scelta ai comuni. Così non c’è alcuna legislazione a riguardo». Il primo cittadino nega comunque vi sia una crisi nella maggioranza sulla questione: «Adesso la mozione è passata ma mi chiedo se questa posizione è legittima. La mozione è un indirizzò e l’amministrazione verificherà l’attuazione. Non c’è nessun caso politico e non c’è nessuna spaccatura della maggioranza. Questa è solo la dimostrazione che la maggioranza non è ostaggio di nessuna frangia estremista. Ho espresso il mio pensiero in maniera chiara».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2012
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