L’appello dell’Unione industriali ai sindaci: “Per l’Imu applicate l’aliquota minima”

Il presidente Giovanni Brugnoli ha scritto una lettera ai primi cittadini del territorio. Una richiesta «nell’interesse stesso del territorio e della capacità delle aziende di creare ricchezza a vantaggio della comunità»

«Gentilissimo signor sindaco, pur consapevoli delle difficoltà finanziarie che il suo Comune condivide con gli altri enti locali, desideriamo sottoporre alla sua attenzione le esigenze del sistema produttivo e delle imprese in un momento in cui le recenti novità legislative impongono alle amministrazioni una immediata regolamentazione attuativa dell’Imposta municipale propria (Imu)».  
Inizia così la lettera che il presidente dell’Unione degli industriali della provincia di Varese, Giovanni Brugnoli, ha scritto nei giorni scorsi ai primi cittadini dei Comuni del territorio dove è presente almeno una delle oltre 1.400 imprese associate. Oggetto della missiva, appunto, la determinazione delle aliquote Imu a cui sono chiamati nei prossimi mesi gli enti locali. «Considerato l’ampio margine di manovra attribuito alle amministrazioni comunali nella determinazione delle aliquote impositive – scrive Brugnoli – ci premuriamo sottolinearle come la ben nota situazione di crisi stia gravemente incidendo sul contesto economico locale».
Come dire: capiamo l’esigenza di fare cassa per assestare i bilanci comunali, ma attenzione alla competitività dell’economia in un momento congiunturalmente ancora difficile e preoccupante. Da qui la richiesta di Brugnoli a tutti i primi cittadini della provincia «di contenimento delle aliquote dell’imposta nella misura minima prevista».
Una decisione che, secondo il presidente dell’Unione industriali, deve essere presa «anche alla luce del fatto che la legislazione nazionale, al fine di perseguire i necessari obiettivi di maggior gettito, ne ha già esteso l’ambito applicativo e ha incrementato la misura dei ‘coefficienti moltiplicatori’ per la determinazione della base imponibile dell’imposta».
Con l’aggravante per le imprese, ricorda ai sindaci Brugnoli, del dettaglio «di non poco conto dell’indeducibilità dell’Imu ai fini Irpef, Ires e Irap, che comporta già di per sé un maggior aggravio di imposizione per le aziende». Che rischia di ribaltarsi poi sulla competitività del sistema produttivo e, dunque, sul suo ruolo di traino del benessere locale.
È con questo concetto che Brugnoli chiude la missiva prima dei saluti finali: «Confidiamo quindi sul fatto che il regolamento attuativo dell’imposta tenga in debito conto la necessità per le imprese di poter operare in condizioni di sostegno e rilancio dell’attività produttiva, senza gravose imposizioni che invece ne comprimano la crescita. Ciò nell’interesse stesso del territorio e della capacità delle aziende di creare ricchezza a vantaggio della comunità». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 aprile 2012
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