La fiaccola della Nato in ricordo dei militari uccisi

Per la prima volta hanno presenziato all'evento anche dei militari provenienti da Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d'America, Turchia, Ungheria

 Nutrita partecipazione di militari italiani e stranieri del corpo d’armata di reazione rapida della Nato in Italia alle celebrazioni del 67° anniversario della liberazione a Busto Arsizio.
Assieme al sindaco, Luigi Farioli, a una rappresentanza del comitato Amici del Tempio Civico Sant’Anna e a numerose autorità cittadine, per la prima volta hanno presenziato all’evento anche dei militari provenienti da Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Inghilterra, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Turchia, Ungheria e, ovviamente, Italia. La cerimonia è cominciata alle 8,30 davanti alla Caserma ‘Ugo Mara’ con l’accensione di una fiaccola e il trasporto della stessa da parte del caporal maggiore capo scelto Domenico Marella, effettivo al reggimento di supporto tattico e logistico di Nrdc-Italy, fino al Tempio Civico, in centro a Busto Arsizio.
Dopo l’accensione del braciere, monsignor Franco Agnesi ha celebrato la santa Messa e, al termine, alcuni studenti delle scuole bustocche hanno proposto delle brevi riflessioni sul significato della libertà per le nuove generazioni. A seguire, ha preso la parola il generale di brigata Raffaele De Feo quale massima autorità militare presente.
Riferendosi alle tremende vicende della seconda guerra mondiale che videro più di 87mila vite spezzate, il generale De Feo ha detto: "Noi vogliamo che questo non accada più e vorremmo passare questo testimone, questa fiaccola di libertà, ai nostri giovani perché si ergano a garanti dei valori di libertà e di amicizia tra i popoli". Il generale ha poi indicato i colleghi in divisa provenienti dalle nazioni alleate che contribuiscono con il loro personale a Nrdc-Italy e ha aggiunto: "Questa è la prova tangibile che la libertà è un risultato che si può ottenere: nazioni che si sono contrastate in Europa fino a circa 70 anni fa sono ora unite per tutelare libertà e democrazia".

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 aprile 2012
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