La settimana di passione della Lega

Vent'anni di attività hanno un epilogo in una manciata di ore e per una inchiesta giudiziaria: con le dimissioni di Bossi si chiude un'epoca. Il carroccio sarà guidato da Maroni, Calderoli e Dal Lago fino al congresso di autunno. Intanto la base si agita e chiede pulizia

Tutto è cominciato martedì 3 aprile con l’indagine a carico del tesoriere del carroccio.
belsito
I soldi e l’indagine della Magistratura
Francesco Belsito
, nome ai più sconosciuto (anche se è tra i vertici di una delle principali aziende statali, la Fincantieri), è indagato per due reati gravi, truffa aggravata ai danni dello Stato e riciclaggio. È lui ad avere le chiavi della cassaforte del partito, a gestire i rimborsi elettorali. È stato lui il protagonista anche degli investimenti in Tanzania che aprirono uno scontro nel partito e diventarono un’arma per i maroniani contro il "Cerchio magico".

maroniLe prime reazioni di Maroni
Roberto Maroni accoglie l’indagine come «una buona notizia». «Dobbiamo fare pulizia» dice in modo netto, appoggiato anche da una parte della base.

Il coinvolgimento di Umberto Bossi e la sua famiglia
Siamo a mercoledì 4 aprilel’indagine porta subito anche alla figura di Umberto Bossi, per presunti favori alla sua famiglia: la ristrutturazione della casa di Gemonio, macchine di lusso e università private per i figli, vantaggi anche per Rosy Mauro. C’è chi (come la Padania) parla di «giustizia ad orologeria» e anche Renzo Bossi interviene per dire che mai ha avuto vantaggi, ma la base è in subbuglio. Iniziano anche gli interrogatori per la segretaria del senatura, Nadia Dagrada.

Le dimissioni di Bossi
E alla fine giovedì 5 aprile il Consiglio Federale dà l’annuncio più pesante e doloroso: Umberto Bossi lascia la carica di bossisegretario federale – ricoperta da sempre – e diventa "presidente federale", con la prospettiva di un congresso, fino ad allora sarà una triade (Maroni, Calderoli e Dal Lago) a guidare il partito per decidere il nuovo segretario. Un gesto clamoroso, che chiude un’era: i militanti in sezione a Varese – il cuore del carroccio – piangono ascoltando l’annuncio alla radio. Una scena d’altri tempi, quasi un omaggio alla militanza dura e pura di un tempo, che qualche lettore di VareseNews ricorda con una dose di tenerezza e disillusione.
La Lega è forse diventata un partito "normale", ci sono tensioni in attesa del congresso, deve affidarsi ad una fase di transizione, con un triumvirato che garantisca le varie componenti.

bossi gemonioGemonio e Milano il centro del potere e dei guai
Venerdì 6 aprile il clima è ancora teso: a Gemonio c’è la casa del senatur, diventata un simbolo per la presunta ristrutturazione pagata dal partito e perché è il fortino della famiglia e di quello che gli avversari interni chiamano il "cerchio magico". Gemonio assediata venerdì dai cronisti nazionali, a caccia delle impressioni dei militanti e dei residenti (tra fede ribadita e disillusione verso la politica) e in attesa della parola dell’Umberto: in privato il senatur ammette di aver fatto alcuni errori politici, in pubblico inveisce contro "Roma farabutta" e dice che medita se ricandidarsi in futuro.

cerchio magicoLa provincia di Varese e la resa dei conti possibile
Lo scontro nazionale investe in pieno anche la provincia di Varese, che non è una delle tante, ma il cuore della Lega, il luogo in cui è nato lo scontro tra due anime della lega, quella dei "barbari sognanti" e quella del "cerchio magico": la circoscrizione di Varese – considerata "dura e pura" – chiede la testa di chi ha rubato, i maroniani vanno all’attacco del segretario provinciale Maurilio Canton, l’uomo che fu imposto dal cerchio magico. Una resa dei conti che parte dalla periferia leghista (che per definizione è il centro del partito) e già delinea il possibile futuro: nel giorno in cui si ricorda la grande vittoria alle politiche del 1992, Roberto Maroni promette che non ci saranno spaccature e chiede il rilancio del carroccio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 aprile 2012
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