Le forze che cambiano la storia cambiano anche il cuore dell’uomo

Nella Sala Campiotti della Camera di Commercio è stata inaugurata la mostra "150 anni di Sussidiarietà"

Se dovessimo voltare le nostre spalle, e vedere quali segni abbiamo lasciato nel Paese da 150 anni a questa parte, cosa troveremmo? Per rispondere a questa domanda, la Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con un gruppo di studenti della provincia di Varese e al fianco di un nutrito comitato scientifico, si è appellata alle immagini e alle storie di tanti «io» che, in Italia e a Varese, si sono uniti per costruire la storia del nostro Paese. I racconti delle innovazioni sul territorio, nei dibattiti tra gli storici, i politici e gli opinionisti, non trovano posto, spesso. Eppure l’Italia è sempre stata una terra di innovazione, anche imprenditoriale, e moltissimi startupper ante litteram l’hanno popolata, in provincia di Varese. Le idee che affondano le proprie radici nel cuore della diversità, solidarietà e sussidiarietà si sono incarnate in persone che, come ha spiegato un’organizzatrice durante l’inaugurazione della mostra, «Si sono rimboccate le maniche, ci hanno creduto, hanno voluto realizzare qualcosa». Sono storie di metamorfosi. Come quella del Calzaturificio di Varese, nato come piccolo laboratorio artigianale alla fine del 1800. Santino Trolli, varesino di vecchia stirpe, intuì la possibilità di innovare le produzione delle calzature impiegando macchinari grazie ai quali produrle in serie. Da quel giorno, la calzatura in cuoio non fu più un oggetto di lusso per pochi. Il piccolo laboratorio è poi diventato negli anni una grande azienda.
Quando l’ingegnere Ermanno Bazzocchi progettò per Aermacchi l’MB-326, un velivolo da addestramento avanzato a getto, probabilmente non immaginava che avrebbe dato la partenza a un volo di successo per l’industria aeronautica italiana. Dal 1958 e per vent’anni, l’esemplare dominò il mercato internazionale e il nome Aermacchi divenne il sinonimo di addestramento nel mondo. E poi tutti gli altri nomi: la Ignis di Giovanni Borghi, l’azienda Whirlpool a Comerio, che nel 1952 fabbricava i fornelli a tre fuochi; e ancora Luigi Alesini, Don Mari, Don Baggioli, Don Sonzini e Don Folli.
Nella Sala Campiotti della Camera di Commercio di Varese risuona l’eco della nostra storia, dal 1861 alla grande guerra, dal fascismo alla Repubblica. Ma girando tra i 34 pannelli di storia nazionale (12 sono di storia varesina), si riescono a cogliere anche gli ingredienti di una ricetta che oggi, nel periodo di crisi che stiamo attraversando, potrebbe dare la spinta per ripartire: «le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo».

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150 anni di sussidiarietà 4 di 16
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2012
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