Le liste civiche propongono le loro idee su Imu e Irpef

Il Coordinamento composto da 5 Stelle, Malnate Viva e Malnate Futura propongono tramite un comunicato la loro linea da seguire per le nuove imposte

Riceviamo e pubblichiamo il pubblicato del Coordinamento liste civiche malnatesi.

Il Coordinamento Liste Civiche malnatesi: Movimento 5 Stelle, Malnate Viva e Malnate Futura, chiedono che gli Amministratori pratichino la via del cambiamento sull’Imposta Municipale Unica e sull’Addizionale Comunale IRPEF, introducendo la pratica dell’informazione e della proposta.
I cittadini hanno il diritto di essere informati; il Sindaco ha il dovere di spiegare come ha intenzione di applicare le nuove imposte. Per evitare che nell’ignoranza e nel silenzio più assoluto, si prendano decisioni che aggravino ulteriormente la già disastrata situazione dei redditi medio bassi, sottoponiamo all’attenzione degli Amministratori di maggioranza e di minoranza, alcune ragionevoli esposizioni.
Riguardo I.M.U. proponiamo:
1.            l’applicazione dell’aliquota base del 4 per mille, sulla prima casa. In alternativa, far pagare la stessa quota che si pagava prima che venisse “eliminata” l’ICI;
2.            l’applicazione dell’aliquota base del 7,6 per mille, sulle seconde case, locali commerciali, artigianali e quant’altro. In alternativa, recupero delle entrate che si introitavano con l’ex ICI;
3.            per i terreni agricoli, le case rurali e le relative pertinenze l’applicazione dell’aliquota base ridotta di un punto. In alternativa, l’aliquota base;
4.            di non appesantire l’imposizione con la scusa dei mancati trasferimenti in quanto con le nuove costruzioni, realizzate durante il periodo in cui non vigeva l’I.C.I., il Comune introiterà delle risorse economiche aggiuntive;
5.            di abolire il modulo di dichiarazione previsto dalla norma sull’ICI, perchè formale, inutile e causa di contenzioso.
6.            di gestire l’IMU, con l’attivazione di una nuova procedura amministrativa, condotta in proprio dal Comune. La nuova imposta deve essere gestita direttamente dall’Ufficio tributi. Lo stesso, sulla base delle anagrafiche delle proprietà immobiliari e delle rendite catastali, procederà al calcolo dell’imposta. Invierà ad ogni soggetto passivo il foglio esplicativo sulle scelte operate, i relativi bollettini di pagamento, contenenti i dati anagrafici, i fabbricati posseduti, le detrazioni spettanti e la relativa imposta dovuta in acconto e a saldo. Attraverso l’attivazione di tale procedura si realizza finalmente quel necessario rapporto che l’Amministrazione è al servizio del cittadino.
Tale nuova e giusta pratica amministrativa consente di costruire un nuovo rapporto tra cittadino e Istituzione diretto a creare la cultura della fiducia.
L’Amministrazione gestendo direttamente tutta la procedura, nel rispetto delle regole e dell’interesse reciproco, garantisce e restituisce al cittadino la fiducia nel Comune che li rappresenta e applica leggi e regolamenti. Il cittadino, si svincola di quell’idea assilante e vessatoria che ha della cosa pubblica, si rende indipendente da onerosi impegni amministrativi, si libera dal dover sborsare risorse economiche per farsi fare i conteggi, si emancipa dell’ossessionante pensiero che possa aver sbagliato i calcoli e rincorrere in sanzioni.
Finalmente, prima di attivare ogni contenzioso amministrativo sul probabile errore contabile o amministrativo, il Comune comunica al cittadino le modalità per risolvere la questione. 
Finalmente un’Amministrazione al servizio del cittadino e non viceversa.
Riguardo l’Addizionale Comunale IRPEF, chiediamo:
1.            la soppressione delle addizionali Comunali e Regionali applicate in aggiunta all’IRPEF Nazionale, perchè aumentano l’imposizione sui redditi ed appesantiscono la situazione economica dei cittadini;
2.            che le addizionali siano applicate decurtando dalle aliquote IRPEF Nazionali il valore corrispondente alla percentuale stabilita da Comuni e Regioni.
Visto che la Legge si muove verso la direzione di appesantire il carico fiscale suggeriamo agli Amministratori Comunali di ragionare su una imposizione che gravi il meno possibile sui cittadini.
A tutela dei redditi medio bassi proponiamo:
1.            sul primo scaglione di reddito progressivo, equivalente all’importo di 15.000,00 euro, la non applicazione di alcuna imposta. Tale fascia e da considerare esente;
2.            sui rimanenti 4 scaglioni di reddito progressivo, la percentuale dell’0,8%, stabilito come limite massimo di addizionale da applicare a livello comunale, venga ripartita applicando una aliquota diversa per ogni fascia come accade con l’IRPEF Nazionale. (Es: 2° Scaglione, redditi da 15.001 a 28.000, 0,3%; 3° Scaglione, redditi da 28.001 a 55.000, 0,4%; 4° Scaglione, redditi da 55.001 a 75.000, 0,6% e 5 Scaglione, redditi da 75.001 a salire 0,8%). 
Il nostro contributo di proposte si muove verso la pratica della democrazia partecipata, questo è il percorso utile per coinvolgere attivamente i cittadini nella gestione della vita amministrativa della propria città. 
Al Sindaco e ai Consiglieri l’arduo compito di evitare il solito abuso Istituzionale.
                Giovanni Gulino               Giovanni Longo                Costantino Monetti

LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE VISCARDI

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 aprile 2012
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