Maroni lancia la lotta per la segreteria

Il triumviro ammette per la prima volta che c'è stata una guerra tra maroniani e cerchio magico, e lascia intendere che la sua scomunica due mesi fa era partita da Bossi

L’inchiesta sulla gestione spericolata dei fondi statali da parte della Lega Nord si è arricchita oggi del faldone che riguarda le spese incontrollate della famiglia Bossi, censite nel famoso dossier chiamato “the family”. Multe, spese personali, e altro.
Ma insieme all’inchiesta procede anche la lotta interna al movimento e ieri Roberto Maroni, intervistato da Bruno Vespa su Rai Uno, ha per la prima volta fatto delle ammissioni politiche sulla lotta interna nel movimento. Maroni ha parlato di molte cose, ma chi conosce bene le dinamiche del Carroccio è stato attento soprattutto ad alcuni dettagli della sua intervista su Rai Uno. Sembreranno secondari, ma è anche da questi particolari che si capisce come stia cambiano la Lega Nord. «Non lo nego c’è stato un contrasto interno nel mio partito – ha detto ieri – tra maroniani o barbari sognanti che dir si voglia e altri, ma era più che altro una questione di contrasti personali e non di linea, perché nella Lega abbiamo tutti la stessa linea politica”.
Maroni è stato anche più esplicito quando Vespa gli ha chiesto se è stato Bossi, a gennaio, a decidere una sanzione nei suoi confronti, ovvero il divieto di tenere incontro pubblici: «Mi è stato annunciato al telefono da una persona» ha detto Maroni, senza rivelare chi fosse. "Ma Bossi sapeva, è impossibile che non fosse informato, la voleva buttare fuori" lo hanno incalzato i giornalisti: «Ha cambiato idea» ha risposto Maroni, lasciando intendere che le ricostruzioni dei giornali, tanti vituperato dai leghisti, erano in realtà tutte vere. Bossi voleva cacciare Maroni, ma la reazione della sua corrente, i barbari sognanti, è stata troppo potente, e ha dovuto fare marcia indietro. Oggi Maroni dice chiaramente che il congresso sarà il momento decisivo della lotta interna, ma ieri in studio gli hanno fatto vedere in titolo di “Libero” che spiega come il presidente della Lega e il segretario non possano essere, per statuto, della stessa regione. Maroni ha detto che lo statuto sarà cambiato, lo ha garantito, esponendosi molto sulle future mosse del suo partito, tanto che Bruno Vespa gli ha chiaramente detto ormai Bobo parla da segretario federale. I suoi supporter, i barbari sognanti, pensano che nulla possa ormai fermare Maroni, ma dentro il partito sono ancora in tanti a pensare che Bossi lo voglia in realtà bloccare.

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Ma c’è anche il maroni sentimentale. Oggi nella sua pagina di facebook ha messo una foto con Umberto Bossi e ha scritto "Io voglio bene alla Lega". Un messaggio a tutta la base. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2012
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