Maroni va in procura e si porta l’avvocato Fontana

Il sindaco di Varese era presente come supporto legale. Al termine dell'incontro con i magistrati di Milano, Maroni ha dato la disponibilità a fornire tutta la documentazione sui conti del partito relativi all'inchiesta "Belsito"

Roberto Maroni si è recato oggi in procura a Milano, per essere ascoltato, insieme al nuovo tesoriere Stefano Stefani. Insieme ai due dirigenti leghisti c’eera anche Attilio Fontana, sindaco di Varese: «Ero lì come avvocato – conferma – il mio coinvolgimento è solo dal punto di vista professionale, anche perchè si prefigura a nostro parere un ruolo del parito come parte lesa. Ma non dico altro, per le dichiarazioni mi rifaccio a quanto detto da Roberto Maroni. Non si sono comunque denunce per appropriazione indebita da parte nostra. I reati ipotizzati dall’inchiesta sono tali per cui si procede d’ufficio, dunque siamo solo osservatori».

Attilio Fontana è un avvocato penalista ma è anche il sindaco di Varese e uno dei più attenti supporter dell’ex ministro Roberto Maroni. L’onorevole ha rilasciato delle dichiarazioni all’uscita dal palazzo di giustizia:  "Siamo pronti a essere parte civile, come Lega Nord, in un eventuale processo".
La sensazione ”e’ che qualcuno abbia approfittato della buona fede di Umberto Bossi per favorire se stesso o altre persone’‘. Cosi’ si e’ espresso riguardo alla vicenda delle distrazioni dei fondi del Carroccio. "Non vogliamo nascondere nulla. Siamo qui per garantire una collaborazione piena e leale per l’accertamento della verità ", ha affermato ancora l’ex ministro dell’Interno, entrando in Procura a Mlano e spiegando di aver chiesto lui l’incontro.

Maroni, al termine dell’incontro con i vertici della procura di Milano, ha dato la disponibilità "a fornire" la documentazione che eventualmente verrà richiesta dalla magistratura.

Ieri sera Maroni è stato a lungo acclamato dalla base a Bergamo, ma Umberto Bossi ha frenato gli entusiasmi e chiesto unità. Sono stati a lungo fischiati Rosi Mauro e Renzo Bossi. Il ledaer leghista ha dovuto ammettere di aver fatto degli errori, primo tra tutti quelli di aver lanciato i figli in politica. La base era davvero in fibrillazione, addirittura alcuni cartelli chiedevano un "processo di Norimberga per chi ha rubato".   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2012
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