“Porto al cinema i paesaggi interiori e l’invisibilità delle storie”

Mimmo Calopresti, regista italiano tra i più apprezzati all’estero, è in città per Cortisonici, il festival di cortometraggi. Sarà tra i docenti dei laboratori per giovani registi

Si è aperta con un ospite d’eccezione l’edizione 2012 di Cortisonici, il festival internazionale di cortometraggi.  E’ infatti arrivato in città Mimmo Calopresti, regista italiano tra i più apprezzati a livello internazionale ed amatissimo in Francia, assieme a Nanni Moretti e Marco Tullio Giordana. Calopresti sarà tra i docenti di Cortisonici LAB, i laboratori di sviluppo di cortometraggi per giovani registi, e sabato pomeriggio ha incontrato il pubblico varesino alla Libreria Feltrinelli di corso Moro.

Mimmo Calopresti (Polistena, 1955) ha collaborato a lungo con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico di Torino, esperienza che lo ha portato a realizzare alcuni dei più apprezzati documentari del periodo, come “A proposito di sbavature”, che vince il Torino Film Festival nel 1985, “Fratelli minori” (1987), “Ripresi” (1987) e “Alla Fiat era così” (1990), fino a “Paolo ha un lavoro” (1991) e “Paco e Francesca” (1992) prodotti dalla Rai. Nel 1995 dirige il suo primo lungometraggio di finzione, “La seconda volta”, interpretato da Nanni Moretti e Valeria Bruni Tedeschi. La sceneggiatura si aggiudica il Premio Solinas. Nel 2001 è chiamato a far parte della giuria del Festival di Cannes e nel 2004 è membro della giuria al Festival di Venezia. Tra gli altri suoi titoli, “Preferisco il rumore del mare” (2000), “La felicità non conta niente” (2003) e “L’abbuffata” (2007) con Gérard Depardieu. Nel 2008 è tornato al documentario realizzando “La fabbrica dei tedeschi”, sulla tragedia della Thyssen Krupp.

Nel corso dell’ intervista condotta dal critico cinematografico Mauro Gervasini, Calopresti ha spiegato al pubblico le differenze il documentario, genere profondamente legato alle persone e alla vita sociale, e il cinema a soggetto che, secondo il regista, «è la capacità di elaborare la realtà: magari i temi sono gli stessi del documentario, ma la fiction da la possibilità di moltiplicare, di mettere insieme storie diverse, di riorganizzare». Ma la differenza fondamentale tra i due generi è la scrittura, ossia la sceneggiatura, che a livello di metodo è la chiave di tutto il lavoro cinematografico. Quanto all’”ispirazione”, secondo Calopresti «le vite sono fatte di paesaggi interiori che hanno bisogno di essere ricostruiti attraverso i corpi degli attori, i luoghi, le parole». E ancora, il regista ha raccontato come «il momento in cui si incominciano a scrivere le storie è quello in cui ci si rende conto di quello che le persone non dicono, dell’invisibilità delle storie, della vita, al di là della cronaca e dei problemi».

L’omaggio al regista è continuato al Cineclub Filmstudio 90 di Via De Cristoforis dove alle 21 è stato proiettato il documentario “La Maglietta rossa” (Italia, 2009, 50’).

Cortisonici 2012 prenderà ufficialmente il via martedì al Teatrino di via Sacco e si concluderà sabato 21 con la serata delle premiazioni. Ecco tutti gli appuntamenti del festival.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2012
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