Recalcati: “Concesso troppo a rimbalzo”

Troppo facile trovare il primo motivo nel ko. Il tecnico ammette: "Ha vinto la squadra più forte". Trinchieri sorride: "Non potevo sbagliare i cambi: non avevo più giocatori"

Parte dal dato più evidente per spiegare la sconfitta della sua squadra. Carlo Recalcati non ha dubbi, come del resto tutti gli spettatori, su quale sia stata la chiave principale del ko: «C’è una costante in questa partita: abbiamo subito a rimbalzo fin dal primo tempo quando cioé eravamo in partita. Concedere così tanti possessi in più a una squadra come Cantù, che è brava a sfruttare queste situazioni, si è rivelato alla fine decisivo. Per provare a rimediare a un certo punto abbiamo anche dovuto metterci a zona che non è la difesa ideale in certi contesti, e infatti siamo subito stati puniti da Mazzarino alla prima opportunità. Partite così dimostrano come non siamo ancora al livello delle squadre più forti, e oggi ha vinto la più forte. Stiamo lavorando per arrivare a giocare in un certo modo e dovremo fare tesoro degli errori anche se ormai il tempo rimasto è poco: torniamo in campo tra tre giorni per provare ad agguantare l’ottavo posto che è il nostro obiettivo».
Il fatto che Talts, dopo 8′ all’inizio, sia rimasto in panchina per il resto della partita nonostante le difficoltà a rimbalzo, è così spiegato dal coach biancorosso: «Abbiamo sofferto comunque anche all’inizio con lui in campo. E poi Fajardo ci ha dato una grossa mano anche a livello realizzativo: era troppo importante tenerlo in campo anche perché le guardie hanno prodotto poco. Quando poi ho messo Garri ha offerto anch’egli una prova dignitosa. Rigiochiamo tra tre giorni e quindi conto che Janar sia pronto per mercoledì».
Infine Recalcati spiega così il fatto che, forse troppo poco spesso, si cerchi Diawara e la sua potenza vicino a canestro. «Guardo alla realtà dei fatti: non è vero che questa sia una soluzione sicura soprattutto se non ci arriviamo in modo spontaneo. Perché se ciò non avviene, gli avversari si preparano e tutto diventa più faticoso con i raddoppi degli avversari: non possiamo pensare che con quella situazione si risolvono tutti i nostri problemi».

Più che soddisfatto invece coach Andrea Trinchieri che ha dovuto fare i conti con una panchina molto corta. «Non potevo sbagliare i cambi… perché erano finiti – ride il tecnico brianzolo – La nostra è stata una partita molto buona perché abbiamo dovuto giocare in sette con due 37enni e 60 partite in stagione sulle spalle. Mi ha stupito la qualità con cui siamo stati in campo perché quintetti così strani non li avevo pensati nemmeno negli incubi. L’obiettivo dunque è stato raggiunto con buona qualità, energia e intensità: quando Perkins si è acceso poi è diventato tutto più facile, perché Doron ha saputo ignorare i propri sbagli del primo tempo con un’ottima ripresa».
Il finale è per i lunghi, decisivi nel successo su Varese: «Con la situazione attuale il campo diventa molto “grande” e lunghi veloci trovano autostrade perché la difesa avversaria deve stare più attenta ai tiratori. In questo momento siamo i più piccoli del campionato e allora abbiamo modificato il modo di attaccare: ora gli altri ci devono rincorrere».


PAGELLIAMO – Goss 5 (Qualche sprazzo in mezzo a troppe difficoltà); Stipcevic 4,5 (Soffre Mazzarino a ogni possesso e crea poco per la squadra); Talts 5 (Fatica all’inizio, non viene più proposto); Diawara 5,5 (Si affida troppo al tiro pesante ma servono anche altre soluzioni); Reati 6 (Discreta manovalanza); Garri 6 (Pochi minuti, combina qualcosa); Kangur 6 (Sportellate e presenza, ma nulla di memorabile); Ganeto 4,5 (A partita aperta divora canestri già fatti); Fajardo 7,5 (Era in crisi, gioca un partitone); Weeden 5,5 (Il meno peggio tra gli esterni di Recalcati).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2012
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