“Ricorrere a consulenti esterni non dovrebbe essere necessario”

Seconda puntata dell'intervista ad Antonio Conte, per lungo tempo riferimento di primo piano per i nostri amministratori civici

Giro di boa nell’analisi burocratica e gestionale della macchina di Palazzo Estense che abbiamo chiesto ad Antonio Conte, per lungo tempo riferimento di primo piano per i nostri amministratori civici.
 
Dottor Conte, ci siamo lasciati introducendo un argomento non tanto mirato a Varese, ma sicuramente di interesse generale: il ricorso all’appalto di attività varie a consulenti e aziende private. Quali sono i pregi e i difetti di queste iniziative?
In linea di principio, riferendomi ovviamente a enti locali di apprezzabili dimensioni, non dovrebbe essere necessario ricorrere a consulenti esterni, tranne per poche e ben individuabili esigenze (difesa in giudizio, progetti tecnici o direzione lavori di elevata qualità o entità e pochi altri casi). Per vero, rilevanti abusi di pubblica notorietà smentiscono la mia argomentazione, ma si tratta ovviamente di situazioni patologiche che dovrebbero richiamare –e spesso richiamano- l’attenzione della Corte dei Conti, se non addirittura quella della Magistratura penale. Per come ho impostato la mia risposta, non posso valutare, né in assoluto né in termini relativi, pregi e difetti delle scelte concrete effettuate dai singoli enti: l’unica conclusiva considerazione, apparentemente banale e ovvia, è che il risultato dipende dal valore di chi è chiamato, a vario titolo, a prestare la propria attività a favore dell’Ente, a prescindere dalla soluzione adottata.
 
Lo stesso cambio di manager a ogni elezione, reso possibile dalla più recente legislazione, può presentare inconvenienti qualora si assuma gente che non ha la necessaria dimestichezza con l’amministrazione pubblica locale.  
Il cosiddetto “ spoil system”,di estrazione anglosassone, è rimasto sconosciuto al nostro ordinamento fino al 1997, quando fu introdotto per i soli segretari comunali e provinciali: per costoro è stata prevista la possibilità (non l’obbligo) dell’esonero ad iniziativa del sindaco o del presidente della Provincia nel periodo compreso fra i 60 e i 120 giorni dopo il loro insediamento a seguito delle elezioni. Per gli incarichi ai dirigenti è invece previsto un diverso sistema, che in sostanza ne consente il cambio ma non l’esonero. Se si considera che ai sindaci è pure consentito da diversi anni di dotarsi di uno staff assunto anche dall’esterno, si comprende il senso della domanda che mi è stata posta. Rispondere è facile, dal momento che si ripropone il rischio in parte già precedentemente affacciato, quello cioè di operare in questa materia con…..disinvoltura, trascurando l’esigenza di incaricare personale veramente esperto e professionalmente adatto a muoversi in una realtà complessa non sempre comparabile con quella di strutture private o appartenenti ad altri rami della pubblica amministrazione.
 
Da ex che ha amato Varese e che da essa è stato sempre rispettato, come giudica la navigazione del nostro vascello comunale alle prese con la grande tempesta che ci ha colpiti?
Oltre ad avere prestato servizio per oltre 30 anni nel Comune di Varese, ho avuto anche la bella (?) idea di candidarmi alla elezione diretta del sindaco della città nella tornata elettorale del maggio 2006. Questo mi crea qualche problema, cui cercherò di ovviare astenendomi dal tranciare giudizi di valore che possano apparire di parte. Dico subito che non invidio l’amico Fontana: si trova a gestire una situazione veramente precaria, come non mai. Ad ogni buon conto, vuoi per la crisi economica che attanaglia il Paese da anni, vuoi per i vincoli del famigerato – ma necessario, ancorché doverosamente modificabile, checché se ne dica- “patto di stabilità”, è difficile rinvenire nell’attività delle due Giunte Fontana risultati di qualche spicco: la situazione è sotto gli occhi di tutti e non mi si consideri con occhio malevolo se sottolineo che per trovare qualche realizzazione significativa per la città, opera pubblica o iniziativa di rilievo, occorre tornare a Ossola, Gibilisco o Fassa. Visto che si parla di navigazione, non mi pare azzardato parlare di piccolo cabotaggio…
 
Se la sente di dare un’indicazione ai timonieri di Palazzo  Estense?
Più coraggio e inventiva nella ricerca di mezzi finanziari, agendo ad esempio sul patrimonio disponibile. Al riguardo,che ci sta a fare la palazzina di via Sempione, ancora inutilizzata e addirittura in stato di evidente abbandono, in una zona centralissima ad alta vocazione residenziale? Collegato a questo, perché non si recupera un mio suggerimento dato nei primi anni 2000 alla Giunta Fumagalli per la valorizzazione della predetta palazzina e dell’intero comparto comunale di via Sempione, a beneficio della realizzazione di una nuova sede della Polizia Locale? Quella attuale è indegna per una città come Varese. Sono solo due esempi, e ne potrei citare altri, che dimostrano come a volte il Comune, oltre a dimostrare scarsa fantasia, presti poco interesse alle proposte dei cittadini. Quindi: più attenzione alla comunità amministrata, uscendo dal palazzo e ascoltando le varie espressioni della città. In particolare suggerisco a Fontana meno attività squisitamente politica, i suoi predecessori mi risulta che non frequentassero molto le sedi dei partiti, e maggiore spazio al ruolo di sindaco di tutti i varesini, anche di quelli che non l’hanno votato.
 
E ai varesini che cosa suggerisce?
Consiglio di partecipare maggiormente alla vita del Comune, evitando di limitarsi a votare ogni cinque anni per poi disinteressarsi completamente di quale uso gli amministratori facciano del loro voto. E, quando sono chiamati alle urne, cerchino di votare per candidati dei quali conoscano “vita, morte e miracoli”, per non avere poi brutte sorprese quando ormai è tardi. Inoltre, tengano conto che alle elezioni comunali si scelgono i futuri amministratori della comunità locale e non chi sarà chiamato a reggere le sorti della Nazione; e ricordino anche che l’ appartenenza dei candidati a un determinato partito politico non ne accredita automaticamente il valore e le capacità personali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 aprile 2012
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