Ristorni dei frontalieri, la Regione farà pressing sul governo

Approvata una mozione per fare in modo che il Governo centrale anticipi i ristorni che la Svizzera deve versare all'Italia per i 54 mila lavoratori delle province di Varese, Como e Vco che lavorano oltreconfine

 Prima della chiusura della seduta, il Consiglio regionale ha approvato il rinvio in Commissione “Ambiente” del provvedimento che riguarda il futuro della cava di Cantello e alcune mozioni urgenti presentate rispettivamente da Pdl, Lega Nord e gruppi di minoranza.

La mozione per la liquidazione anticipata da parte dello Stato della somma dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, dovuta dalla Confederazione elvetica a Comuni, Comunità Montane e Province della Lombardia (primi firmatari Giorgio Puricelli, Rienzo Azzi e Doriano Riparbelli, Pdl), riguarda circa 54.000 cittadini residenti nelle province di Varese, Como e Verbano-Cusio-Ossola che prestano la loro opera oltreconfine.

Questo documento, approvato con un solo voto di astensione, impegna tra l’altro il presidente della Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo italiano per sollecitare il Governo svizzero ad adottare misure per garantire i diritti dei lavoratori frontalieri; per garantire la soglia dell’attuale 38,8% quale percentuale minima di ristorno delle imposte alla fonte trattenute ai lavoratori; per garantire un più idoneo trattamento di disoccupazione in linea con le prestazioni ai lavoratori svizzeri o a coloro che in Italia fruiscono di ammortizzatori sociali.

Le altre due mozioni approvate all’unanimità (una con primo firmatario Maurizio Martina e sottoscritta da Udc, Sel e Idv, l’altra della Lega Nord con primo firmatario Fabrizio Cecchetti) chiedono entrambe un tempestivo intervento della Giunta regionale presso il Governo affinchè trovi le risorse necessarie a far fronte al problema degli “esodati” scaturito dall’approvazione della manovra economica definita “salva Italia”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 aprile 2012
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