Rudoni: “Non cacciamo chi non c’entra”

Il segretario cittadino della Lega Nord non ha partecipato al raduno di Bergamo e difende gli iscritti alla sezione di via Culin: "Da noi gente onesta, posso mettere la mano sul fuoco per tutti. Maroni venga a vedere"

«A Busto Arsizio la Lega Nord ha già applicato i concetti espressi da Maroni, qui abbiamo giovani che si rimboccano le maniche e lavorano per il partito dal montaggio dei gazebo alle riunioni in sezione. Non posso dire la stessa cosa di alcuni leghisti che erano ieri sera a Bergamo». Alessio Rudoni, segretario della Lega Nord cittadina, difende la sua sezione, dagli attacchi dei cosiddetti "barbari sognanti" vicini a Maroni e rivendica la sua scelta di non prendere parte alla kermesse dell’orgoglio leghista: «La Lega Nord è una sola, sono contro le correnti e per questo ieri sera non ho voluto partecipare a causa di questo clima da caccia alle streghe che si stava creando. Io non ho mai conosciuto Maroni di persona e, nonostante i tanti inviti, qui a Busto non è mai venuto».

Ieri sera, martedì, a Bergamo non sono state fatte delle vere liste di proscrizione: «Per fortuna no ma le premesse c’erano tutte – spiega – in questi giorni si è vociferato di liste di nomi da epurare dal partito ma io posso mettere la mano sul fuoco per ognuno degli iscritti alla sezione di Busto Arsizio». Il riferimento è a Paola Reguzzoni, sorella di un silente Marco ex-capogruppo alla Camera del Carroccio. Paola, presidente del cda di Agesp Servizi, è stata accusata di aver fatto parte del gruppo di contestatori di Maroni presenti in via Bellerio il giorno delle dimissioni del Senatur. Ipotesi da lei seccamente smentita confermando la sua presenza sul posto ma non tra coloro che urlavano "Giuda" all’ex-ministro dell’Interno. 

Rudoni non crede nemmeno alla teoria dei complotti: «Certo le tempistiche dell’indagine sono sospette – sostiene – ma credo che la magistratura, se ha agito così convintamente, aveva delle buone ragioni per farlo. Qualcuno ha sbagliato ed è giusto che paghi ma non per questo devono finirci dentro altre persone che non hanno mai toccato un centesimo e che, invece, hanno sempre lavorato per far crescere il partito». Per il prossimo congresso federale nomi non ne fa: «Non spetta a me fare nomi ma posso dire che si arriverà ad una candidatura unitaria». Guardando al futuro Rudoni spera che presto si torni a parlare dei problemi veri: «Lunedì abbiamo da discutere un bilancio, basta parlare di gossip. Sapremo fare pulizia al nostro interno senza ulteriori vetrine mediatiche, ora però torniamo ai temi seri».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 aprile 2012
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.