Sindaci assenti e bandiere americane contro bandiere rosse

Come sempre il 25 aprile lascia anche uno strascico di polemiche: sulle assenze, su qualche svastica mai cancellata, sulle bandiere di partito

Sindaci assenti al corteo del 25 aprile, svastiche disegnate (da un anno) sui muri, ma anche bandiere contrapposte le une alle altre. Il 25 aprile lascia come sempre anche qualche coda polemica, forse inevitabile: primo “fronte”, quello di Cassano Magnago. Qui i candidati a sostegno di Nicola Poliseno hanno deciso di “presidiare” la piazza con le bandiere degli Usa, del Regno Unito, della Nuova Zelanda e del Canada. Su Facebook il capogruppo uscente del PdL Angelo Palumbo spiegava che il 25 aprile deve essere senza bandiere di partito, «una Festa dove il Tricolore deve essere accompagnato, in segno di riconoscenza, dalla bandiera degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e di tutti quegli stati che alleandosi contro il nazismo, hanno supportato la lotta di tutti gli Italiani e ci hanno liberato». Un gesto che è stato espressamente «dedicato a quei quattro comunisti che non hanno ancora capito che il 25 aprile non è la festa dell’unità», accompagnato dall’uso delle bandiere degli Alleati un po’ in contrapposizione nei confronti della Resistenza.


A Samarate e Somma Lombardo a far discutere è l’assenza dei due sindaci, i leghisti Leonardo Tarantino e Guido Colombo
. La protesta arriva dalle file del Pd: a Samarate il segretario dei democratici Ilaria Cariani l’ha fatto notare su Facebook: «Per il secondo anno consecutivo il nostro sindaco leghista non è presente alle commemorazioni del 25 aprile. Assenti a Samarate (o per lo meno ben nascosti) anche tutti gli altri consiglieri di maggioranza, solo a Verghera era presente uno degli assessori. Evidentemente l’amor di Patria, il rispetto delle Istituzioni, il ruolo che gli amministratori dovrebbero avere, il rispetto che andrebbe portato a chi ha combattuto per permette a noi oggi la libertà, evidentemente questi valori sono sconosciuti da queste parti». Stessa scena anche a Somma, dove motivo di discussione è diventata anche una svastica disegnata un anno fa davanti al parco comunale e mai pulita nonostante le sollecitazioni: «Imparino il Sindaco e la Giunta, che le scritte "indecorose" da cancellare, non sono solo quelle che decide qualcuno: questa era un’offesa a tutta la cittadinanza, non c’era bisogno di un’altra "fatturopoli" per eliminarla» ha attaccato, sull’episodio, Jimmy Pasin del Pd.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2012
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