Studenti in gita per scoprire la tragedia del Vajont

Singolare meta per due classi dell’istituto Don Milani che hanno scelto di trascorrere tre giorni ad approfondire i fatti che sconvolsero il mondo nel 1963

“Prima il fragore dell’onda, poi il silenzio della morte, mai l’oblio della memoria.”

La frase scolpita su una stele all’ingresso del cimitero di Fortogna, sintetizza al meglio la vicenda umana e storica intorno alla diga del Vajont.

E’ una storia che ti entra dentro e non ti permette di rimanere indifferente. Ed è una storia da conoscere.

Con questo spirito, nei giorni dal 19 al 21 aprile, gli alunni del “Don Milani” di Tradate hanno visitato i luoghi della tragedia del Vajont, grazie alla organizzazione della prof.ssa Michela Ceriani e alla collaborazione delle colleghe prof.sse Marisa Giurintano, Maria Guarino e Milena La Salvia. Un team tutto in rosa per una meta inusuale nel catalogo delle gite scolastiche.

I fatti sono noti: una diga a doppio arco, vanto dell’ingegneria italiana, la più alta al mondo negli anni sessanta, la seconda ancora oggi, costruita in un luogo sbagliato perché inidoneo sotto il profilo geologico, inserita in un progetto portato avanti  per motivi economici e che non si è saputo interrompere, ha costituito la base per una tragedia costata la vita a 1910 uomini, donne e bambini, spazzando via la cittadina di Longarone dalla geografia 

dell’epoca, ed eliminando intere frazioni di montagna nei comuni di Erto e Casso.

Ed è proprio dal cimitero dove sono idealmente raccolte le vittime della tragedia che il viaggio delle classi 2A e 2B dell’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” ha avuto inizio, con lo struggente racconto delle ore immediatamente successive alla catastrofe da parte di Roberto, sopravvissuto alla tragedia ed ora guida della Pro Loco di Longarone.

La visita al museo “Attimi di Storia” di Longarone, il trekking sul corpo della frana e l’escursione sul coronamento della diga sono state tappe obbligate di un viaggio dal contenuto umano,  tecnico, storico nonché naturalistico alla scoperta di una pagina di storia recente, archetipo di tante altre storie dell’Italia, anche attuale.

Non sono mancati momenti di divertimento e di sport con la prova di arrampicata sulla palestra di roccia naturale alla quale nemmeno le insegnanti hanno potuto sottrarsi.

Il risultato: un profondo coinvolgimento emotivo dei ragazzi, un momento per pensare e riflettere senza rinunciare al divertimento ed alla socialità.

Contenuti irrinunciabili per un  ‘viaggio’ che sia davvero ‘d’istruzione’.

Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione della Pro Loco di Longarone, al personale del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, ed alla sensibilità di tutte le persone incontrate cui va il ringraziamento dell’Istituto “Don Milani”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 aprile 2012
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