“Tanto fango su di noi”, i fedelissimi restano con Rosi Mauro

In centocinquanta alla tradizionale "batelada" del sindacato padano sul Lago Maggiore. Sul battello Helvetia anche il poliziotto Pier Mosca. Nessun "big" ad attendere Rosi

La pioggia non ferma i fedelissimi di Rosi Mauro. Erano circa centocinquanta questa mattina al molo di Angera, pronti a imbarcarsi sull’Helvetia per la tradizionale "batelada" sul Lago Maggiore. Nulla a che vedere con le animate sfilate di motoscafi delle scorse edizioni. Tutt’altra atmosfera e tutt’altro clima, in tutti i sensi. Non c’erano bandiere con il Sole delle alpi a sventolare a prua e a poppa, non c’erano i "big" lombardi e piemontesi ad accogliere Rosi e nemmeno il Va pensiero. Il battello è arrivato da Arona semivuoto alle 10 in punto, sulle note del Carmina Burana, un classico del repertorio del Carroccio dall’effetto inquietante e surreale. A bordo Rosi e a fianco il poliziotto Pier Mosca. A terra ad attendere l’imbarco alcuni iscritti al Sin.Pa. che non hanno voluto abbandonare il loro segretario. Poche parole sulla bufera scatenata dalle inchieste sulla Lega Nord: «Si stanno concentrando tutti sulla Lega perché gli fa comodo gettare fango su di noi, ma non guardano gli altri come la Margherita e Vendola» dice un militante che lancia pesanti accuse al governo «dei banchieri». «Questi ministri ci stanno portando alla rovina e nessuno dice niente». Nel mirino anche gli altri sindacati «divisi su tutto – dice una signora infuriata -. Lo vedo dove lavoro. È una grossa azienda e non hanno il coraggio di prendere una posizione comune. Se quello che sta facendo Monti l’avesse fatto Berlusconi sarebbero in piazza un giorno sì e uno no. Da lunedì aumenteranno anche le bollette… E poi ci toccheranno anche l’articolo 18. Allora sì che finiremo tutti a casa».

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La "batelada" sul Lago di Rosi Mauro 4 di 15

rosi mauro battello lago batteladaAl primo imbarco poco dopo le 10 è Rosi Mauro a dare il benvenuto ai suoi con il megafono, li invita a salire a prendere posto a bordo dove li attendono il caffè caldo del bar e i tavolini apparecchiati in stile crociera. Lei non scende evitando così le domande dei giornalisti. Poi il battello parte per un giro verso Arona e ritorna qualche minuto dopo ad Angera per raccogliere i ritardatari. «Sono qui oggi perché devo dei chiarimenti soltanto a voi – annuncia infine al microfono -. Ho spiegato la mia verità anche in televisione. Adesso faremo un momento di confronto e risponderò a tutti i vostri dubbi. Hanno buttato tanto fango, anzi tanta m… su di me. Ma io devo rendere conto soltanto agli iscritti del mio sindacato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 aprile 2012
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