Three, is a magic number

Coppa Italia, Coppa Cev e scudetto: il voto alla Yamamay è quello massimo anche se quello assegnato a Villa segue a ruota. Ma prima di tutto un minuto di silenzio virtuale, per il povero Morosini

(d. f.) C’è un ideale minuto di silenzio nell’aprire il Pagellone di quest’oggi. Un momento per ricordare Piermario Morosini e tutti quegli atleti che hanno perso la vita su un campo sportivo (l’ultimo in ordine di tempo è stato Vigor Bovolenta), mentre cercavano di regalare emozioni ai propri tifosi, tanti o pochi che fossero. Il commento che introduce i nostri voti, per questa volta, si ferma qui.

Pagellone numero 89 del 16 aprile 2012

Yamamay Busto Arsizio 10 – Havlickova che si carica sulle spalle uno dei fan più accaniti, Caracuta avvolta nella bandiera tricolore, Lloyd che abbraccia le sue "Carli’s Angels" e promette «tornerò», Francesco Pinto stravolto dal mal di stomaco, i tifosi che festeggiano mangiando… farfalle piccanti e tagliano a pezzi la rete usata per la finale: sono troppe le immagini di questa stupenda notte biancorossa per sceglierne soltanto una. Difficile svegliarsi e constatare che è realtà, che davvero la Yamamay si è costruita, con il lavoro e con le idee, il più bel destino immaginabile, la conclusione perfetta per una stagione da brividi. Che fosse tutto già scritto? Come nota un nostro lettore, se l’arbitro di gara 4 era Satanassi e per gara 5 è stato designato Santi, forse vuol dire che qualcuno di molto in alto ci ha messo lo zampino…

MC-Carnaghi Villa Cortese 9 – Chi abusa dell’espressione "uscire a testa alta" dovrebbe riguardarsi la finale, o forse l’intera stagione di Villa Cortese, cento volte spacciata e cento volte risorta, finché la resa definitiva non è arrivata nel modo più amaro e crudele. Non ha mai giocato "bene" la formazione di Abbondanza, non lo ha fatto neppure nella sfida decisiva, e ha ragione il coach a rammaricarsene; ma forse con il tempo potrà prevalere l’orgoglio per la straordinaria capacità della MC-Carnaghi di rialzarsi dopo ogni caduta, lottando fino all’ultimo pallone con grinta inimmaginabile, regalandoci la finale che tutti avevamo sognato. Da applausi a scena aperta.

Giuseppe De Luca 7 -La "zanzara" è tornata a pungere come un tempo (non troppo lontano, anche perché parliamo di un ragazzino…!). Nella partita contro il Modena il giovane bomber è stato determinante per rimanere in zona playoff: entrato in sostituzione di Nadarevic a una manciata di minuti dalla fine, quando il Varese perdeva per 2 a 1, ha trasformato in gol l’unica palla utile pervenutagli nei 17 minuti che è rimasto in campo. Il suo "cinismo" si è finalmente riallineato alla sua velocità di gambe, quella che fa impazzire le difese di tutta la serie B.

Diego Fajardo 5 – Se per il suo collega Luca Garri la pazienza sembra finita da tempo (come giudicare un pivot messo in campo a presidiare l’area che come unico ricordo del suo passaggio in campo "invia" due tiracci da lontanissimo?), diversa è la situazione di Diego Fajardo. Lo spagnolo un mesetto fa transitava dal Pagellone con voto molto alto dopo alcune prove convincenti; la benzina però sembra di nuovo finita e gli attuali tentativi di accelerata sotto canestro finiscono puntualmente con una nuvola di fumo e uno schianto sulla difesa avversaria. Que passa?

Giuseppe Lauri 4 – Per anni è stato l’orgoglio di Varese e di tutta la Provincia raccogliendo, assieme al fratello Tony, titoli e cinture in Italia ed Europa. Venerdì a Vicenza però, il pugile di Venegono è incappato in una delle più brutte serate della sua carriera, con in palio il titolo vacante dell’Unione Europea. Il nostro Beppe è stato purtroppo messo KO dall’avversario, Michele Di Rocco, al primo round, dopo appena un minuto di incontro, senza nemmeno il tempo di piazzare un jab. Ora speriamo tutti che il nostro campione si rialzi in fretta e che per lui questa non sia "The End" della carriera.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2012
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